martedì 29 aprile 2014

Cirò- Dai Pisl i borghi di eccellenza - lavori di ristrutturazione e riqualificazione del centro storico di Ciro'”



Cirò- Dai Pisl i borghi di eccellenza - lavori di ristrutturazione e riqualificazione del centro storico di Ciro'”   per un  importo complessivo pari ad Euro 509.285,75 iniziano i primi lavori in via Casoppero ed in vico Carmine. Ad aggiudicarsi la gara d’appalto la ditta  Giuseppe De Marco di Campana. L’ importo complessivo è di  € 392.800,64, la durata dell'Appalto è di  366 giorni. La ditta ha offerto un  ribasso d'asta del 30,897 % da applicare sull'importo a base di gara di Euro 392.800,64 per cui l'importo di aggiudicazione risulta essere di Euro 264.816,61 oltre Euro 9.580,50 per oneri sulla sicurezza ed IVA come per legge. L'opera è finanziata tramite i PISL -POR Calabria FESR 2007/2013, Linea di intervento n. 8.2.1.4 dell'importo di Euro 509.285,74 -Progetto Integrato di Sviluppo Locale -I Borghi di Bisanzio -giusta convenzione datata 06.08.2013 della Regione Calabria. Responsabile del Procedimento è l’ Arch. Luigi Critelli; progettista - direttore dei lavori arch. Giovanni Ciccopiede. Dunque è partita la riqualificazione del centro storico ad iniziare dall’Abbattimento di un fabbricato fatiscente in Via Casoppero; 
Si tratta della demolizione di un edificio a due piani fuori in muratura ormai in stato di abbandono, lo spazio urbanistico di circa 50 mq che si verrà a creare sarà necessario per migliorare la viabilità dell'intero rione Portello. Lo spazio urbanistico avrà una pavimentazione in pietra naturali e locale che non contrasta con l'ambiente circostante, presenterà degli arredi urbani come panchine, fontane e corpi illuminanti, sempre inerenti al luogo. L’altro abbattimento sta interessando   vico Carmine- dove è stato demolito un edificio a due piani, anche questo in stato di abbandono, lo spazio urbanistico di circa 70 mq adibito a piazza, prevedrà il consolidamento degli speroni in muratura presenti a ridosso del dell'edificio limitrofo, la realizzazione di una copertura ad un edificio limitrofo avrà una pavimentazione in pietra naturali e locale che non contrasta con l'ambiente circostante, presenterà degli arredi urbani come panchine, fontane e corpi illuminanti, sempre inerenti al luogo. A questi due riqualificazioni seguirà prossimamente anche l’Abbattimento di un altro fabbricato fatiscente in Corso Lilio e l’abbattimento del Carcere e Caserma in Via Sanzio. Sono lavori questi, (messi in cantiere dall’ex amministrazione Caruso), i quali mirano ad una riqualificazione del centro storico di Cirò,  mediante l'abbattimento di edifici fatiscenti per  creare nuovi spazi urbanistici idonei alla riscoperta della storia e dell'architettura di Cirò. Sarebbe opportuno che questa riqualificazione interesserebbe anche gli immobili a ridosso il castello per ottenere un bel paesaggio medievale preservando l’ambiente atavico che l’antico borgo cela, magari utilizzando una parte delle somme delle Royalty, dopo tutto questi possono essere anche spesi per salvaguardare l’ambiente ed il paesaggio.

domenica 27 aprile 2014

Cirò- In un solo giorno è caduta tanta pioggia da arrecare danni all’agricoltura e alla viabilità



Cirò- In un solo giorno è  caduta tanta pioggia da arrecare danni all’agricoltura e alla viabilità, specie alle strade di campagna che sono ritornate ad essere impraticabili, soprattutto in questo periodo dove i lavori ai vigneti sono incessanti. Alberi già fioriti, vite già gemmate rischiano di cadere per la troppa pioggia e grandine in un periodo dove il sole la doveva fare da padrona. Sembra un mese invernale  caratterizzato da pioggia, freddo e grandine,  anche i camini sono ancora fumanti. Un mese così freddo non si registrava da anni, mentre gli anziani ricordano alcuni  antichi proverbi in proposito:” Aprilu misu jentilu, o tu fa cacciari o tu fa mintiri” (Aprile mese gentile o te lo fa togliere o te lo fa mettere: il cappotto), e ancora: “Aprilu fa ri juri e may si pija l’onuru”(Aprile per il troppo sole fa fiorire tutte le piante ma poi maggio si prende l’onore di vederle tutte  fiorite). Ma che il mese di aprile sarebbe stato così piovoso, il maestro delle antiche tradizioni, Salvatore Cariati,  lo aveva già anticipato, come ci  racconta:” si chjova u 4 aprilu jova ppe 40 jurni” ( se piove il 4 aprile pioverà per 40 giorni), infatti il 4 aprile ha iniziato a diluviare per qualche giorno, quindi secondo quest’altra tradizione, il maltempo dovrebbe passare intorno al periodo di San Cataldo, Santo che secondo Cariati annuncia sempre la bella stagione. 
Ma che Aprile sarebbe stato bagnato e freddo lo aveva anticipato anche un’altra tradizione quella secondo cui dal 13 dicembre Santa Lucia, si contano i giorni dell’anno, infatti il 17 dicembre che nella conta dei giorni sarebbe il mese di aprile,  si era registrato freddo vento e pioggia. Sempre secondo questa conta dei mesi , maggio , giugno e luglio dovrebbero essere  molto caldi, lo sarà di meno agosto, ma il sole a sorpresa ritornerà invece nei mesi di  settembre e ottobre. Cosa ci sarà  di vero nelle tradizioni? Al futuro tutte le risposte.

sabato 26 aprile 2014

Cirò- Con un anticipo di nove giorni, sono giunti sulle colline arenarie di Cirò i Gruccioni, dove nidificano scavando dei lunghi tunnel nelle pareti sabbiose ripidi del Cozzo Leone che sovrasta Cirò.



Cirò- Con un anticipo di nove giorni, sono giunti sulle colline arenarie di Cirò i Gruccioni, dove nidificano scavando dei lunghi tunnel nelle pareti sabbiose ripidi del Cozzo Leone che sovrasta Cirò. Di solito giungono puntuali come un orologio svizzero, nei primi giorni di Maggio, quest’anno però hanno anticipato il loro arrivo per rallegrarci con i loro canti ed i splendidi colori, per tutta l’estate di solito fino ad Agosto quando ritorneranno in Africa. Si tratta  del ” Merops Apiaster”  specie della famiglia dei Meropidi, i quali solo  da qualche anno,  questi coloratissimi uccelli, hanno scelto come dimora estiva le colline sabbiose ed argillose di Ciro’, dove scavano lunghe gallerie con il loro lungo becco e le dita  sindattili , cioè uniti in parte. Provengono dal Sahara, amano nidificare al sud e sulle isole. Sono lunghi 27 centimetri hanno un piumaggio molto colorato : marrone, giallo, verde, blu  ed un canto acuto che lo si può ascoltare anche da lontano, gli anziani, per tale canto lo chiamano”Jogaluru”(Giocherelloni). Si riuniscono in colonie sia all’arrivo che prima della partenza, questo comportamento li unisce in una grande forza contro il loro nemico naturale (il serpente) che si intrufola nelle gallerie scavate dove entrambi, curano la nidiata. Si nutrono soprattutto di api, a volte le api  gli vanno incontro proprio perché, secondo una recente ricerca, sono attratti dai colori del Gruccione. Si nutrono anche di altri insetti :Vespe, Calabroni, Locuste, Cicale, Libellule, Tafani, Mosche, Moscerini, Coleotteri, ecc... Il maschio prima di accoppiarsi, ciba affettuosamente  la femmina, scavando lunghe gallerie, e solo dopo tre giorni di lavoro, la femmina depone all’interno, dai 5 alle  7 uova. Sono uccelli intelligenti, scavano adiacenti false gallerie e a volte anche gallerie con doppia uscita proprio per scongiurare che i suoi nemici naturali abbiano la meglio sulla prole. Inoltre sono molto accorti nel ingoiare le api e gli altri insetti dotati di pungiglione, infatti per neutralizzare “l’arma” dell’insetto, gli  schiacciano l’addome, facendo uscire il pungiglione che così viene eliminato senza recare  alcun danno. Sono uccelli protetti dalle leggi vigenti, ma purtroppo poco amati dagli apicoltori , in quanto  assalgono letteralmente le arnie delle api distruggendo in poco tempo un intero sciame, con notevole perdita economica sulla produzione del miele, tra l’altro di prossima raccolta, d’altra parte invece contribuiscono a tenere sotto controllo gli insetti dannosi per l’agricoltura, visto che sono grandi divoratrici di essi.

venerdì 25 aprile 2014

Cirò- Ancora una fogna a cielo aperto, ma questa volta nei pressi della struttura sanitaria locale,



Cirò- Ancora una fogna a cielo aperto, ma questa volta   nei pressi della  struttura sanitaria locale, dove una crepa alla struttura muraria, lungo il muro di contenimento,  ha fatto si che liquami  fetidi e maleodoranti si riversassero lungo la provinciale Cirò Valle in via Dante Alighieri, a qualche centinaia di metri dall’altra rete fognaria interrotta in località Campanise denunciata appena qualche giorno fa sempre da questa testata. “E’ più di un mese che questa situazione permane, i liquami ci passano sotto casa, non possiamo aprire le finestre per il fetido odore e tenere aperte le porte per paura che i topi  entrano in casa” -questo l’amaro sfogo di una signora del posto, esasperata per questa difficile situazione igienica che si è venuta a creare, in seguito  alla fuoriuscita delle acque nere dalle condotte fognari. Certo non è una bella situazione, visto che già l’area interessata  è dissestata in conseguenza a frane e smottamenti, dove la stessa provinciale  attende ormai da anni che possa essere ripristinata. Intanto pare che si muove qualcosa, ieri il comandante della polizia municipale aveva  riferito a chi di competenza  sulla gravità della situazione che versa il tratto di rete fognaria delle Campanise, e che attendeva nelle prossime ore l’arrivo della ditta di servizi ecologici Autospurgo per la disostruzione della fognatura per  sbloccare intanto la rete occlusa. L’intasamento della rete fognaria può essere causato da danni alle condotte o da incrostazioni alle tubature oppure dal riempimento eccessivo delle vasche di raccolta. Ma grazie ai moderni autospurgi è possibile liberare le fogne aspirando direttamente i liquami e i fanghi. In questo modo si interviene senza provocare alcun danno strutturale. La potenza aspirante delle pompe è tale da sbloccare completamente la fognatura. La dotazione, inoltre, di particolari tubi telescopici permette di raggiungere qualsiasi punto della condotta. I rifiuti vengono poi scaricati nella cisterna dell’autospurgo con il quale si provvede al trasporto finale verso il centro di smaltimento. Infine, visto la presenza di topi e ratti, dopo aver liberato le fogne, si esegue la pulizia, la disinfezione e la deratizzazione. Solo così, qualsiasi rischio per la salute connesso all’ostruzione della fogna viene così tranquillamente evitato, speriamo  per la gioia di tutti i cittadini del posto, che questo possa avvenire prima possibile. 

martedì 22 aprile 2014

Cirò- La pasquetta a Cirò è diventato un appuntamento che da qualche anno unisce tutti i comuni dell’aria cirotana



Cirò- La pasquetta a Cirò è diventato un appuntamento che da qualche anno unisce tutti i comuni dell’aria cirotana, migliaia di giovani a seguito con le rispettive famiglie hanno trascorso la tradizionale pasquetta  in località  “Frandino: “Un  c'è Pace n'ta L' olivi” come da  tradizione,  sotto gli ulivi secolari a mangiare,  bere e festeggiare in musica tra  canti e balli popolari, nella terra degli Entri. A fare da cornice il  concerto: del  gruppo etnico “Sabatum Qartet”. Ad aprire e chiudere il concerto i DJ di Radio Global Beat Marchese del Grillo, a seguire la Factotum Band, la Manlio  Calabro Campano  ed i Krimisa Massive e Dodiman.La manifestazione di quest’anno è stata dedicata in memoria di Massimo Papaianni scomparso prematuramente di recente ,  un  pilastro  della stessa manifestazione: “Un  c'è Pace n'ta L' olivi”. E’ diventato l’appuntamento musicale dell’anno grazie all’organizzatore Nicodemo Bruno in collaborazione con altre associazioni tra cui la Misericordia e il comune di Cirò. Dunque in località  “Frandino” tra gli ulivi secolari, i cirotani hanno trascorso la tradizionale  pasquetta, all’insegna della musica popolare, non sono mancati i divertimenti. Una vera  e gustosa scampagnata a base di prodotti tipici, che le famiglie cirotane e non solo, hanno portato in zona  per dividerlo con amici e parenti  come il classico capretto al forno, e le cozzupe come vuole la tradizione.  
”Un c’è pacia nta l’olivi”(non c’è pace tra gli ulivi), è il titolo della manifestazione , a cui  ha preso parte tutto il comprensorio organizzato dal poliedrico Nicodemo Bruno, dove specialmente i giovani sono stati presenti per la grande manifestazione musicale della Pasquetta cirotana, all’ombra dei grandi monumentali ulivi secolari, i quali hanno fatto all’intera manifestazione da scenografia naturale. La musica popolare rimane ancora per fortuna il cordone ombelicale con il passato con le antiche tradizioni radici sempre verdi nelle menti di chi apprezza il passato e le proprie origini. Tra gli ulivi secolari erano presenti pure il gruppo dei Carboidrati con le rispettive famiglie. Questa manifestazione è l’unica che ha messo insieme generazioni diverse ma anche le comunità di Cirò e di Cirò Marina.

domenica 20 aprile 2014

Cirò- Nonostante il cattivo tempo e la pioggia , la passione in abiti d’epoca si è svolta con successo,



Cirò- Nonostante il cattivo tempo e la pioggia , la passione in abiti d’epoca si è svolta con successo, facendo registrare una grande partecipazione di pubblico. Con oltre cento figuranti, la processione del venerdì santo  è proseguita  lungo le viuzze dell’antico borgo, con partenza dalla centralissima chiesa de Plateis dove il parroco don Giovanni Napolitano ha dato il via alla prima stazione della passione. Sentita  apprezzata dal numeroso pubblico presente, la funzione religiosa  nelle sue 14 stazioni si è dislocata per tutto il paese fino in piazza Pugliese dove è avvenuta lil rito della crocifissione. La parte di Gesù è stata interpretata dal giovane  Bernardo Funaro , mentre   Maria  è stata interpretata da  Nina  Grisafi. Sorprendenti per bravura e serietà sono stati tutti i figuranti i quali hanno svolto la funzione con rispettoso silenzio, tanto che alla fine il parroco ha ringraziato tutti i partecipanti alla funzione religiosa e tutto il pubblico presente per la grande partecipazione nonostante il cattivo tempo. 
Alla funzione ha preso parte anche il commissario straordinario  D’Alessio. La processione è stata accompagnata inoltre dalla banda musicale Euterpe. La rappresentazione della passione di Cristo in abiti d’epoca è stata  organizzata dalla parrocchia della chiesa  della Santissima Assunta in Cielo de Plateis con il  parroco don Giovanni Napolitano, con la partecipazione della Misericordia e del comune. Sono stati  riproposti antichi scenari e tradizioni  che hanno fatto rivivere l’antico borgo in una atmosfera davvero sentita, visto il periodo, ma nel rispetto degli avvenimenti della sacra scrittura. Anticamente la processione della passione di Cristo veniva fatta il  Sabato santo, veniva portato per le vie del paese il santo  sepolcro detto  “ U Suburcu”, più precisamente “A Naca”, la statua di Maria Addolorata, seguiti da antiche preghiere. Sono moltissimi i fedeli che animavano la processione, tra di loro i “Frateddi”, che erano un gruppo di accompagnatori presenti in ogni processione. Questi appartenevano a due chiese diverse: quelli con la tunica bianca e il mantello rosso chiamati la “Mazzetta”, facevano capo alla chiesa di Santa Maria De Plateis, in Piazza Pugliese; Quelli invece con la tunica bianca e il mantello nero facevano capo alla chiesa di San Menna, situata nel centro storico. Uno dei “Frateddi” aveva il compito di stare in avanti la processione, poiché doveva portare una grande bandiera nera, in segno di lutto, chiamata “U Stinnardu”. 
 Dei “Frateddi” oggi purtroppo rimane solo un lontano ricordo, nessuno più ne fa parte. Attualmente rimane solo un fedele che per voto impersona Gesù nella via Crucis, portando la croce durante la processione, che di tutte rimane la più sentita  dai fedeli per passione e religiosità. Dopo la processione, durante la notte come da tradizione  c’è la predica del venerdì santo in chiesa con la tradizionale chiamata della Madonna, e subito dopo una nuova processione per visitare gli altari addobbati a lutto allestite in tutte le altre chiese. Uno spettacolo dentro un’antica tradizione.

Cirò- E’ stato ribattezzato uovo proboscide,



Cirò- E’ stato ribattezzato uovo proboscide, lo strano uovo trovato da un contadino  nel suo pollaio. E’ successo ieri pomeriggio   quando come di consueto il signor Luigi è andato nel suo pollaio che si trova in zona periferica di Cirò, trovando questa grande sorpresa: al posto di un normale uovo ha trovato  un uovo con una lunga protuberanza simile ad una proboscide che ha destato tanta curiosità. In realtà si tratta di una deformazione del guscio dovuto all’impronta lasciata dalla cloaca che spesse volte lasciano traccia sul guscio, determinando strane scritte o figure come è avvenuto in passato, o come in questo caso una copia negativa della cloaca. Sta di fatto che suscita sempre stupore. Lo strano uovo inoltre era a solo contenuto di albume, privo dunque di tuorlo.  Queste deformazioni di solito possono accadere specialmente dopo la muta quando riprende la deposizione, e se il guscio è molle può essere dovuto anche a carenza di calcio ed a una cattiva o incompleta alimentazione, niente di anormale o che non si può curare.

Cirò- Fogna a cielo aperto in zona Campanise



Cirò- Fogna a cielo aperto in zona Campanise, da due tombini fuoriescono liquami  maleodoranti e fetidi ormai da circa un mese, a pochi metri dalle ultime abitazioni che si trovano in questa zona periferica del paese già martoriata da frane e smottamenti. I due tombini  si trovano proprio in mezzo alla strada provinciale Cirò-Vallo, che in conseguente alle frane è stata chiusa da qualche anno ed attende ancora di essere ripristinata. La gente è esasperata  ed attende che qualcuno intervenga a ripristinare le fuoriuscite ed a sbloccare l’ostruzione che sta  impedendo alla linea fognaria di funzionare correttamente.  Per fortuna ancora le temperature non sono alte altrimenti  il cattivo odore sarebbe stato un problema  per le famiglie che vivono a pochi metri    dal punto in cui i liquami fuoriescono invadendo completamente l’asfalto sulla provinciale. Si spera che gli enti preposti possano intervenire e ripristinare  questa situazione  igienica prima possibile, visto che intorno ad essa   i ratti la fanno da padrona, è una emergenza anche di incolumità pubblica.

venerdì 18 aprile 2014

Il cirotano Giuseppe Scigliano è stato insignito da parte del Presidente della Repubblica tedesca Joachim Gauck della croce di merito



Il cirotano  Giuseppe Scigliano è stato insignito da parte del  Presidente della Repubblica tedesca Joachim Gauck della croce di merito “Verdientkreuz” per il suo impegno sociale specialmente  nell’ambito dell’integrazione. La cerimonia avverrà il prossimo 10 di luglio a Belino nel castello Bellevue. Scigliano ha partecipato attivamente in quasi tutti gli organismi  che sono stati costituiti per facilitare l’inserimento dei cittadini con passato migratorio nel tessuto sociale ed economico della Germania.  È stato  ed è tutt’ora rappresentante dell’intercomites Germania nel forun per l'integrazione chiamato in vita dalla Cancelliera Angela Merkel, è stato consultore dell’incaricata dell’integrazione del governo federale  Maria Böhmer, è stato consultore della Regione Bassa Sassonia e del comune di Hannover. Come presidente del Comites di Hannover ha avviato tantissimi progetti molti dei quali finalizzati all’integrazione. Come insegnante di lingua materna ha diretto con successo un progetto bilingue nella città di Osnabrück.

Cirò- Tutto esaurito al plesso omnicomprensivo Sant’Elia per i Carboidrati



Cirò- Tutto esaurito al plesso omnicomprensivo Sant’Elia che nella fredda serata di giovedì 16 aprile ha accolto i Carboidrati per una conferenza di ringraziamento verso i cittadini che in tutto questo tempo li hanno acclamato fino all’ultima serata che il gruppo è rimasto in gara al programma di Amici. Centinaia tra  giovani e adulti hanno preso d’assalto i loro beniamini facendo la fila fino a tarda serata per avere un autografo o una foto, scene da grandi divi. “Vi ringraziamo del sostegno che ci avete dato e che ci ha seguito in tutto il nostro percorso fino ad oggi- ha detto il leader Pasquale Sculco- Abbiamo fatto conoscere la nostra genuinità, la nostra naturalezza, portando avanti un messaggio pulito ricco di valori con umiltà e serenità, e anche se da lontani in un periodo in cui  a Cirò è venuto a mancare un giovane , siamo stati solidali rispettosi e presenti con la preghiera. Speriamo-conclude Pasquale- di rimetterci al più presto nuovamente in cammino rimettendoci di nuovo in gioco, affinché  questa uscita dal programma sia in realtà un nuovo punto di partenza, specialmente ora che tutta l’Italia ci ha conosciuto”. “Ci avete emozionati tantissimo ha detto nel suo intervento la docente del Liceo in rappresentanza dell’Omnicomprensivo Filomena Caruso- avete dimostrato di essere dei ragazzi puliti  sereni e talentuosi, siamo orgogliosi di essere stati i vostri insegnanti, siete veramente dei ragazzi d’oro, sarebbe stato contento del vostro successo- ha concluso Caruso- se ci fosse stato ancora il nostro caro preside Gabriele scomparso di recente”.  “Anche tutti noi, a nome di tutte le associazioni(Pro-Loco,Misericordia, Asciciro1, stasera per voi abbiamo preparato un ricco buffet di dolci per salutarvi- ha detto la presidente della Pro-Loco Rosaria Frustillo. Dunque i Carboidrati hanno mandato in  tilt la viabilità in zona Sant’Elia tutta la comunità e tutto il circondario sono accorsi a salutarli.

Cirò- Si terrà oggi 18 aprile dalle ore 17 in poi, la rappresentazione della passione di Cristo in abiti d’epoca



Cirò-  Si terrà oggi 18 aprile dalle ore 17 in poi, la rappresentazione della passione di Cristo in abiti d’epoca organizzata dalla parrocchia della chiesa  della Santissima Assunta in Cielo de Plateis con il  parroco don Giovanni Napolitano e la Misericordia. Verranno riproposti antichi scenari e tradizioni  che faranno rivivere l’antico borgo in una atmosfera davvero sentita, visto il periodo, ma nel rispetto degli avvenimenti della sacra scrittura. Anticamente la processione della passione di Cristo veniva fatta il  Sabato santo, veniva portato per le vie del paese il santo  sepolcro detto  “ U Suburcu”, più precisamente “A Naca”, la statua di Maria Addolorata, seguiti da antiche preghiere. Sono moltissimi i fedeli che animavano la processione, tra di loro i “Frateddi”, che erano un gruppo di accompagnatori presenti in ogni processione. Questi appartenevano a due chiese diverse: quelli con la tunica bianca e il mantello rosso chiamati la “Mazzetta”, facevano capo alla chiesa di Santa Maria De Plateis, in Piazza Pugliese; Quelli invece con la tunica bianca e il mantello nero facevano capo alla chiesa di San Menna, situata nel centro storico. Uno dei “Frateddi” aveva il compito di stare in avanti la processione, poiché doveva portare una grande bandiera nera, in segno di lutto, chiamata “U Stinnardu”.  Dei “Frateddi” oggi purtroppo rimane solo un lontano ricordo, nessuno più ne fa parte. Attualmente rimane solo un fedele che per voto impersona Gesù nella via Crucis, portando la croce durante la processione, che di tutte rimane la più sentita  dai fedeli per passione e religiosità.

Cirò- L’antico Bastione Cannone è stato appena restaurato,



Cirò- L’antico Bastione Cannone è stato appena  restaurato, si è trattato di lavori di restauro per un importo di circa 200 mila euro, grazie ai Fondi Por Calabria Fers 2007-2013 Asse VIII “Città aree urbane e sistemi territoriali”:progetti integrati per la riqualificazione recupero e valorizzazione dei centri storici della Calabria, che stanno interessando oltre le medievali quattro porte di ingresso dell’antico borgo del sistema difensivo murario in zona Cannone, anche delll’antico  bastione di guardia medievale  i cui lavori sono stati da poco consegnati. Lo scrupoloso restauro ha portato alla luce il primitivo pavimento in pietra probabilmente di età arcaica, di quando nell’antica Chone odierna Cirò, convivevano indigeni del posto e greci, gli stessi che Filottete di Troia ha voluto   si insediassero su queste fertili terre costruendo la città di  Chone, tanto che come è riportato in un antico testo, i suoi abitanti venivano chiamati”Ipsi-troianorum”cioè “degli stessi di  Troia”, da cui il nome medievale di Cirò “Ipsitro” erroneamente scambiato con  “Ipsicro”, che vuol dire invece città costruita dagli stessi troiani, che non ha niente a che vedere con l’antica traduzione che se ne faceva di :”luogo freddo” che con il nostro clima non ha niente a che vedere. Dai lavori sono emersi 6 antiche feritoie per i cannoni e tre per l’osservazione dei soldati, tale feritoie si trovavano ad una profondità di circa un metro e mezza sotto rifiuti e cemento, e che per fortuna si sono conservate nello stato originale non avendo subito nel tempo alcuna alterazione. E’ emerso anche una piccola scala in pietra, che divide due aree: una di avvistamento più alta una di combattimento più bassa. L’intero piano poggia  sulle volte in pietra delle grotte sotterranee, un’ ambiente  arcaico scolpite nella pietra con splendide volte, probabilmente il luogo dove vivevano le guardie. Inoltre sono stati ricostruiti sapientemente  i merli in pietra del bastione, che gli conferisce il suo atavico splendore.  A seguire questi delicati ed importanti lavori di restauro sotto la supervisione della Soprintendenza nella persona dell’architetto  Lo Petrone e della responsabile di Zona Maria Grazia Aisa, e  gli architetti Arcuri-Ciccopiedi –Golino. Questi  lavori di ultimazione che hanno interessato il bastione Cannone sono stati eseguiti dalla  “Varano costruzioni Srl” per un importo  di 30 mila euro.  Dunque un lavoro di squadra altamente specializzato che ha portando alla luce l’antico bastione rimasto seppellito per molti secoli, presto questi lavori proseguiranno pure nelle sottostante grotte ed essere in futuro fruibili al turismo culturale. “Il Bastione  Cannone, è una delle forme più arcaiche esistente in Calabria, nonchè uno dei dieci monumenti  dell’architettura medievale del 1400, di cui in Italia ne esistono solo dieci per la sua rara forma pentagonale”, questo  il parere dell’esperto architetto Lopetrone della Soprintendente ai beni culturali e archeologici di Crotone. Adesso per ultimare anche le due porte medievale ed il piano sotterraneo del bastione mancano circa trenta mila euro, ha riferirlo l’architetto Ciccopiede, ed a lavori ultimati Cirò potrà fregiarsi così, di avere delle strutture fruibile al vasto turismo culturale insieme al ricco patrimonio culturale già esistente che si trova all’interno del palazzo dei musei ed in  quello archeologico.

lunedì 14 aprile 2014

Cirò- Il commissario straordinario D’Alessio, accompagnato dall’architetto Critelli dell’ufficio tecnico, dal dottore Natalino Figoli dell’ufficio finanziario e dal comandante di Polizia Municipale Gianfranco Murano, si sono recati presso l’area SIC



Cirò- Il commissario straordinario D’Alessio, accompagnato dall’architetto Critelli dell’ufficio tecnico, dal dottore Natalino Figoli dell’ufficio finanziario e dal comandante di Polizia Municipale Gianfranco Murano, si sono recati presso l’area SIC(Sito di interesse comunitario) per analizzare le problematiche riguardanti la salvaguardia delle dune e della ginestra bianca, quest’ultima puntualmente viene incendiata, distrutta o recisa nei periodi di fioritura o peggio ancora distrutta dagli animali domestici, come pure la sabbia delle dune che in passato è stata oggetto di furti. “Si potrebbero utilizzare una parte delle Roialty per recintare almeno il cuore delle dune dove cresce anche la Ginestra bianca,  fare una stradella spartifuoco attorno  all’area dove crescono le rare piante per impedire al fuoco di devastarle”, è quanto  ha riferito il commissario D’Alessio in proposito, visto che le Roialty dovranno essere spesi per salvaguardare l’ambiente. E’ un paradiso terrestre quest’area tra dune bianche, ginestra e mare incontaminato- ha proseguito il commissario, ed è un peccato se non può essere tutelato visto che stiamo parlando di un’area già sottoposto a vincolo paesaggistico dalla comunità europea. In passato l’ex amministrazione Colucci aveva creato grazie alla Provincia  una vasta area pic-nic e sentieri all’interno dell’area Sic, purtroppo puntualmente devastati e distrutti.
 Occorrerebbe una video sorveglianza e forse un custode se vogliamo che questa area rimanga  protetta affinchè anche le future generazioni potranno godere di tale biodiversità che fanno di Cirò un posto unico e raro visto che la Ginestra in tutto il territorio italiano cresce solo qui, magari creare un percorso naturalistico che possa attirare turismo culturale e le scolaresche.  La ginestra bianca(Retama Retam SubSpecie Gussonei)  è protetta  dal 1992 nella categoria CR(In Pericolo).  Alla pianta  venne  assegnata la categoria di rischio IUCN «Vulnerabile» da Conti et Al. Inoltre nel 1997 gli  venne assegnato la categoria «CR» (Critically Endangered –criticamente in pericolo) per l’Italia ed a livello regionale per la Calabria e, applicando i criteri più recenti, alla pianta è stata assegnare la categoria «Endangered»(In Pericolo) secondo la codifica EN B1a-b(II). Diverse specie della flora vascolare sono tutelate da specifiche convenzioni internazionali recepite dallo Stato Italiano: Convenzione di Berna; Convenzione di Washington; Convenzione di Barcellona- Direttiva 92/43/CEE Habitat”. A livello internazionale esiste una classificazione dello stato di conservazione delle specie realizzata dall’ I.U.C.N., (Unione Internazionale per la conservazione della Natura). Secondo tale classificazione le categorie aggiornate  previste per la Ginestra bianca sono: (CR-EN) cioè gravemente  minacciata,  e perciò in pericolo di estinzione. In Italia esistono le liste rosse, che definiscono il livello di minaccia per le specie a rischio, disponibile anche su internet sul sito del Ministero. In questa lista la Ginestra bianca  si trova come pianta protetta a livello regionale al numero 1746 con la denominazione di CR (gravemente minacciata) e nell’Allegato 2 della Convenzione di Barcellona per la protezione del mare Mediterraneo e della flora costiera. In proposito  il professore Passalacqua dell’Università della Calabria scrive in una nota che- Il motivo principale per cui proteggere il sito, riferendosi all’Area Sic “Dune della Marinella” dove cresce la Ginestra bianca, è che è designato SIC, Sito di Importanza Comunitaria, per cui il Ministero prima e la Comunità Europea poi hanno deciso che il sito merita di essere conservato (possiamo cercare di capire le ragioni, ma non si può più mettere in discussione la conservazione). La ginestra bianca è una specie rarissima in Italia peninsulare (vive solo nel sito di Cirò); attualmente non gode di leggi speciali di tutela, ma è stata inserita sia nella lista rossa nazionale che in quella regionale come CR, elemento che la rende automaticamente significativa ai fini della designazione dei SIC”.

Cirò- L’associazione “Paolo Orsi” di Soverato,ha preso d’assalto la cultura e la storia di Cirò attraverso i vari musei,



Cirò- L’associazione “Paolo Orsi” di Soverato, spinti dalla passione per la cultura e un’ammirevole sete di conoscenza per i tesori nascosti in Calabria,  ha preso d’assalto la cultura e la storia di Cirò attraverso i vari musei,  quello archeologico, della civiltà contadina e di Luigi Lilio con il suo calendario. Il borgo antico è stato visitato nei giorni scorsi da molti turisti, la cui denominazione comune è stata non solo la cultura ma anche l’enogastronomia attraverso il vino ed i prodotti tipici come la sardella, la pitta con Sambuco, la pasta fatta in casa i quali  si rivelano,  sempre più,  poli di attrazione per il turismo culturale; una tendenza che, apre nuovi spiragli all’allungamento della stagione turistica, oggi, quasi tutta concentrata in quella estiva, e lo sviluppo di un turismo di qualità. Quanto sia vero lo dimostrano l’entusiasmo e i commenti positivi  raccolti  tra il nutrito gruppo dell’associazione “Paolo Orsi” di Soverato, che domenica scorsa hanno visitato il paese di Lilio e di Giano Lacinio. Ad accogliere gli ospiti ed accompagnarli per il territorio sono stati soci e dirigenti della sezione di Cirò di Italia Nostra, presieduta da Giuseppina Cupo,  che nell’illustrazione del patrimonio storico e museale si è avvalsa di esperti locali, come il maestro d’arte Elio Malena, grande conoscitore del mondo greco e romano.

Cirò- Schermo gigante sabato sera al circolo Impero per i Carboidrati



Cirò- Schermo gigante sabato sera al circolo Impero per i Carboidrati, dove i loro fans  hanno atteso la proiezione dei loro beniamini nella loro Ciro’ in piazza della Repubblica direttamente dalla serata di Amici in diretta. E non poteva mancare anche ieri sera un altro grande successo quando con l’interpretazione della canzone “Cuccurucu Paloma” di Franco Battiato,  ha portato i Carboidrati della squadra dei Bianchi capitanata dal coach Moreno, a superare anche la terza serata; giudice d’eccezione  della serata Gabriel Garko. Già l’altra settimana ancora,  i Carboidrati passarono anche alla prima puntata del serale di Amici condotta da Maria De Filippi, dove era intervenuto il giudice d’eccezione il premio Oscar Matthew McConaughey. Come pure  la scorsa settimana quando la serata era stata vista con schermo gigante nella centralissima piazza Pugliese a Cirò paese d’origine dei carboidrati, gremita da molti fans giunti da tutto il circondario per assistere alla prima serata del serale di amici, dove  in piazza tra i fans erano presenti anche i genitori dei ragazzi della band. La trasmissione aveva  ospitato anche una delegazione di cirotani giunti a Roma con due pullmann a supporto del gruppo calabrese in gara. I Carboidrati nella serata di quel sabato sera avevano presentato il brano di Angelo Branduardi dal titolo “Alla fiera dell’est” conquistando pubblico e giuria. Intanto il gruppo, dopo l’eliminazione del loro inedito”Questi uomini”, stanno già provando un nuovo brano questa volta inedito che presenteranno prossimamente. Erano stati gli ultimi a concorrere, scendendo in campo alla 5^ sfida con la canzone “Alla fiera dell’est” duettando con Denny e Giada su “Give me evrything”, naturalmente i giudici avevano  premiato i Carboidrati e quindi i bianchi. Nello stesso momento dalla piazza gremita di Cirò un urlo di gioia si lanciava in cielo al grido- forza Carboidrati. La serata era stata alienata da una grande spaghettata preparata dalla sempre presente Pro-Loco presieduta dalla professoressa Rosaria Frustillo. Stesso copione  era avvenuto  sabato scorso quando è intervenuto un’altro giudice d’eccezzione Robert De Niro dove i Carboidrati nella quinta prova cantarono la celebre “4 marzo 1943″ di Lucio Dalla, naturalmente l’attore De Niro aveva votato per i Bianchi. E non poteva mancare anche ieri sera quando con l’interpretazione della canzone “Cuccurucu Paloma” di Franco Battiato, li ha portati a superare anche la terza serata con grande successo, anche se si è avvertito nell’aria una certa pesantezza nei loro confronti.

Cirò- Presentata ufficialmente alla Vinitaly nello stand della Regione Calabria, l’imminente inaugurazione ufficiale dell'Enoteca Regionale delle sedi di Cirò



Cirò- Presentata ufficialmente alla Vinitaly nello stand della Regione Calabria, l’imminente inaugurazione ufficiale dell'Enoteca Regionale delle sedi di Cirò e di Lamezia Terme prevista per Giugno. A comunicarlo il cirotano  Gianfranco Cimbalo consulente marketing scelto dall'enoteca regionale “Casa dei vini di  Calabria”, alla cui conferenza veronese hanno presenziato l'Assessore Agricoltura e Foreste della Regione Calabria, Michele Trematerra, il Direttore Dipartimento Agricoltura, Foreste e Forestazione della Regione Calabria,  Giuseppe Zimbalatti, il Presidente Casa dei Vini di Calabria, Gregorio Mungari Cotruzzolà, il Responsabile sviluppo sito web e App, Ing. Innocenzo Russo e la nota sommelier masterclass  Adua Villa, madrina dell'evento. “In Calabria – ha sottolineato l’Assessore Trematerra – esiste una realtà molto interessante fatta di aziende che hanno investito molto nelle proprie produzioni. In questo settore, infatti, sono stati fatti grandi passi in avanti rispetto al passato anche in termini di investimenti. Una strada intrapresa sulla quale bisogna spingere con sempre maggiore incisività”. L’obiettivo principale della Casa dei vini di Calabria – ha proseguito il Presidente Mungari Cotruzzolà – è certamente quello di far conoscere e valorizzare i vini regionali anche oltre i confini nazionali, sostenendo iniziative di promozione e favorendo iniziative per la valorizzazione del territorio.
 Uno scopo che potrà essere raggiunto solo grazie all'impegno di tutti gli attori coinvolti, primi fra tutti i produttori che sono il vero motore di questo progetto. Con la nascita dell'Enoteca Regionale stiamo dunque dimostrando di aver compreso l'importanza delle sinergie e di saper fare sistema.“Il vino calabrese – ha concluso Adua Villa – è oggi una realtà consolidata sul mercato grazie all'impegno di alcune aziende che hanno investito molto sulla ricerca e sulla qualità delle loro produzioni. Mancava però una vetrina che ponesse in luce  questa realtà ed ora, con la Casa dei Vini di Calabria e le sue prestigiose sedi di Cirò e Lamezia Terme, anche questo vuoto è stato finalmente colmato”. L'Enoteca Regionale sarà dunque cornice ideale per scoprire i vini calabresi, con tutte le loro peculiarità e particolarità. Ma la Casa dei vini di Calabria sarà anche il punto di partenza per la promozione e la valorizzazione di un'intera regione. 
Dunque il prossimo passo sarà l’apertura della sede locale e centrale dell’enoteca che tutti gli attori del campo attendono ormai da anni.

Cirò- Non è l’unico scherzo della natura il vitello con tre occhi nato di recente nel territorio crotonese,



Cirò- Non è l’unico scherzo della natura il vitello con tre occhi nato di recente nel territorio crotonese, già qualche anno fa lo stesso caso si era presentato a Catanzaro, la notizia venne addirittura riportata dal  Corriere della Sera, secondo la quale presso la fattoria di un allevatore sita a Coppella di Belcastro, nella presila catanzarese, era nato un vitello, chiamato Argo, che presentava  tre occhi, tre corna,  tre narici e ben due lingue. Non solo un vitello ma anche un pesce, come il mostruoso pesce mutante con 3 occhi, pescato da alcuni di pescatori su un lago nella provincia di Cordoba in Argentina, Chorro de Agua Caliente. E, guarda caso, il lago dove è stato catturato si trova nei pressi di una centrale nucleare di Embals. Ma anche Cirò ha dato in passato il suo contributo: un coniglio con un solo occhio centrale, un coniglio nato con una proboscide e l’ultima in ordine cronologico un vitello  nato con cinque zampe. Mutazione genetica, o effetto teratogeno conseguente a farmaci ma anche alcune sostanze inorganiche come  il piombo, il mercurio il boro, i quali hanno la capacità di indurre uno stato tossico nella madre con alterazioni del sistema nervoso. Possono provocare malformazioni come l’agenesie degli arti, anche alcuni analgesici, sulfamidici, antibiotici, antitumorali, ormoni. La carenza di vitamina A nel regime alimentare materno conduce ad anomalie agli occhi, idrocefalia, labbro leporino, fenditura del palato, anomalie dell’orecchio e del rene. La carenza di vitamina E provoca anomalie come l’ernia ombelicale, idrocefalia, fenditure del palato, labbro leporino, alterazioni oculari. La carenza di B6 porta anomalie a carico del palato e degli arti, come il loro accorciamento, la fusione delle dita o fusione al livello del carpo, del tarso e del gomito. Teratologiche sono anche la deficienza o l’eccesso dei sali minerali: la mancanza di iodio, osservata in alcune zone montane determina un
aumento della mortalità neonatale, mentre i nati sono affetti da idrocefalia, strabismo,
anomalie oculari, urogenitali, alterazioni della tiroide e degli arti.

lunedì 7 aprile 2014

Cirò- Ricresciuta Fiorita e profumata, nonostante l’incendio dell’estate scorsa la Ginestra Bianca(Retama retam), la rara pianta che cresce solo a Ciro’, appare in tutto il suo splendore , dovrebbe essere considerata patrimonio dell’Unesco,



Cirò- Ricresciuta Fiorita e profumata, nonostante l’incendio dell’estate scorsa la Ginestra Bianca(Retama retam), la rara pianta che cresce  solo a Ciro’, appare in tutto il suo splendore , dovrebbe essere considerata  patrimonio dell’Unesco,  e invece suo malgrado, continua a fiorire in tutto il suo splendore nell’indifferenza di tutti. L’unica oasi presente in Italia della rara Ginestra Bianca sopravvissuta per cinque milioni di anni, si trova a in zona Marinella nell’Area SIC delle Dune della Marinella. La sua salvaguardia è stata più volte  segnalata agli enti preposti alla sua tutela, ma ad oggi appare abbandonata a se stessa, a parte un primo intervento dell’ex giunta Colucci, che aveva iniziato la sua  salvaguardia con recinti, un percorso turistico e area pic nic annesso all’interno del parco, oggi completamente distrutti. In passato anche dal  Museo di Storia Naturale della Calabria ed Ortobotanico (Università della Calabria), giungeva il grido d’allarme per proteggere la pianta dall’estinzione, nonostante il vincolo già istituito nella G.U. Suppl. n.95 del 22 Aprile 2000, con la  denominazione Area Sic(Siti d’Importanza  Comunitaria) ”Dune Marinella”, cod. sito Nat. 2000 IT9320100,  e che ancora  oggi tale sito, anziché essere protetto è abbandonato, e quello che è peggio, sono alla mercè di tutti, con un grave danno all’ambiente e alla biodiversità. 
Noi abbiamo la fortuna ancora di averla ed osservare i suoi fiori ed il suo intenso profumo, specie dal mese di Febbraio in poi, per questo l’area andrebbe  recintata per impedire agli animali domestici di distruggerla, e all’uomo di reciderla come pianta ornamentale. Si spera che gli Enti preposti, specialmente la Provincia, provvedano al più presto a mettere al sicuro una rarità che tutti ci invidiano, visto che in Italia, tale pianta, si trova solo a Cirò (Calabria) oltre qualche esemplare  in Sicilia, mentre il suo habitat naturale, dove tutt’ora cresce è la Tunisia, da dove provenne quando i continenti  erano uniti attraverso  una “lingua di Gesso”derivato dal prosciugamento del Mediterraneo, cioè quando lo stretto di Gibilterra si sollevò, facendolo prosciugare (periodo del Miocene-Messiniano 5 milioni di anni fa). Ed è  proprio da  questo habitat che si svilupparono oltre alle ginestre, anche il Lentisco e altre piante tipiche della macchia Mediterranea, oggi in pericolo visto che si sta distruggendo ciò che in natura è sopravvissuto per cinque milioni di anni. Forse bisognerebbe che gli enti preposti alla sua  tutela attingessero finanziamenti dai progetti Life Natura riservati alle aree SIC, come aveva intrapreso l’ex amministrazione prima della loro caduta.

giovedì 3 aprile 2014

Cirò- Furto di rame dall’illuminazione pubblica, dal corso Cappella



Cirò- Furto di rame dall’illuminazione pubblica, dal corso Cappella in zona periferica  fino al  Centro Servizi, che ha  arrecato gravi danni a tutta l’illuminazione periferica dal centro abitato Cappellieri, all’ area Pip e a tutto il Centro Servizi che è rimasto isolato, in quest’ultimo  hanno divelto pure la videosorveglianza. Addirittura alla ringhiera sono ancora legati due cavi di acciaio pronti per essere tirati da un mezzo pesante, probabilmente i ladri non hanno fatto in tempo a prelevare anche la ringhiera.  Tutti i pozzetti che contengono i fili di alta tensione (la 1000 volt che trasporta la 380 ai pali delle illuminazione della strada cappelliere) sono state sfilate dai loro contenitori probabilmente con una corda, la stessa ritrovata sul posto, corda che sarebbe stata legata ad un fuori strada come dalle tracce di pneumatici lasciati sul posto.
 Il furto è avvenuto durante la notte tra domenica e lunedì da quando tutta l’area ad oggi risulta ancora al buio. Solo il centro Servizi nell’ultimo mese ha subito ben quattro furti di rame. Non è andato meglio alla vicina pineta 91 dove l’area  di ristorazione ha subito gli stessi danni, anche qui si è registrato il furto di rame, mentre la nuova area pic-nic della pineta  che si trova tra Volvito e la Marinella è stata saccheggiata dei suoi arredamenti, come era successo qualche anno agli arredi dell’area Sic. Sul posto a fare un sopralluogo la ditta Elettrica SIELPA. Sono intervenuti  i carabinieri della stazione di Cirò, i quali  si stanno occupando del caso. Dell’accaduto sono stati informati i commissari straordinari.

Giuseppe De Fine