sabato 24 settembre 2011

Solidarietà e sostegno al sindaco di Scandale Carmine Vasovino da parte del sindaco Caruso.


Cirò- Il sindaco di Cirò Mario Caruso, si legge in  una nota-  esprime, a nome della Comunità tutta di Cirò, in conseguenza al vile atto che ha colpito il sindaco di Scandale Carmine Vasovino , solidarietà e sostegno, parimenti nella veste di Responsabile Regionale di Io Sud per la Calabria,-“condanno l'atto criminale- scrive il sindaco Caruso- convinto che la risposta giusta alla parte malata della società, arriverà dai giovani, dagli adulti, dagli anziani, dalle donne, dagli studenti e disoccupati della Calabria onesta che non vuole perdere la dignità, la libertà e il senso di appartenenza”. L’ennesimo atto di cronaca ai danni dei sindaci Calabresi che operano  nella trasparenza e nella legalità, i quali hanno la sola  colpa di voler combattere il marciume.    

Che fine ha fatto il parco giochi Robinson,

Cirò: Che fine ha fatto il parco giochi  Robinson, costruito  durante l’amministrazione Colucci e voluto dall’ex assessore Rosaria Frustillo, costato diecimila euro finanziato dalla Copross. Oggi
erba e detriti rendono impraticabile il parco giochi dei bambini “Robinson”; è’ abbandonato ed invaso da erbacce che quasi ricoprono le panchine laterali. Risulta impraticabile, ci sono sassi e detriti, per non parlare poi dell’ingresso limitato ad una viuzza che ci si passa a malapena a piedi. Né un diversamente abile né una donna con passeggino lo può attraversare. Poteva essere un buon parco giochi, dove i bambini potevano trascorrere qualche ora divertendosi con i giochi installati, ma così non è, i genitori dell’area limitrofa non possono recarsi al parco con i bambini, troppo pericoloso, la struttura andrebbe bonificata, in quanto l’erba alta, i sassi, ed il suolo poco affidabile non danno sicurezza ai genitori. Purtroppo a Cirò non c’è un’altro parco gioco e i bambini sono costretti a giocare nei spazi limitati delle proprie abitazioni o per strada. Si spera che quanto prima, il parco dei bambini venga ripristinato, con l’erba tagliata ed il suolo risanato, solo così i bambini potranno ritornare a giocare all’aperto e in tutta sicurezza.

giovedì 22 settembre 2011

“La Pro-Loco è apolitica e lo è anche la mia carica da presidente della Pro-Loco” questo lo sfogo della presidente Rosaria Frustillo.

Cirò- “La Pro-Loco è apolitica e lo è anche la mia carica da presidente della Pro-Loco” questo è l’amaro sfogo della presidente Rosaria Frustillo, all’indomani degli attacchi alla sua persona poiché additata da componenti di questa amministrazione, come persona  politica  è quindi incompatibile con la sua carica, visto che la  Frustillo è una tesserata del PD. Ma l’attivissima Rosaria non ci sta  e replica in una nota:” La mia incompatibilità  non esiste! lo statuto che loro citano non è stato ancora adottato dalle Pro Loco della Calabria e quando sarà adottato prevederà incompatibilità di Presidenti che ricoprano cariche all'interno di partiti. Pertanto, prosegue la nota della Frustillo- la mia incompatibilità nemmeno allora esisterebbe perchè io sono una semplice tesserata del Circolo del Partito Democratico di Cirò e ciò la nostra Democrazia lo permette”. La Pro Loco “Luigi Lilio” che io rappresento, prosegue la nota:” è stata è sarà sempre apolitica, soprattutto sotto la mia presidenza; Il Sindaco Mario Caruso e i suoi amministratori devono solo ringraziare la sottoscritta e i soci della Pro-Loco che da quattro  anni li stanno supportando nelle loro manifestazioni
culturali con impegno e dedizione senza aver fatto pesare a nessuno il colore politico dei soggetti, ammesso che questa amministrazione abbia un colore politico o il colore di qualche movimento pseudo promotore.” Dunque prosegue la telenovela che ultimamente sta interessando i nostri politici, speriamo almeno che abbia un felice finale in vista delle prossime elezioni, dove ancora non sono chiari i vari  schieramenti politici che vi concorreranno.

mercoledì 21 settembre 2011

Lettera aperta da parte dell’On. Giuseppe Siciliani di Futuro e Libertà della sez. di Cirò al sindaco Mario Caruso.

 Cirò- Lettera aperta da parte dell’On. Giuseppe Siciliani  di  Futuro e Libertà della sez. di Cirò al sindaco Mario Caruso- scrive Siciliani:”  il sindaco Caruso ammira Sansone e ripetera’ la  sua celebre frase: muoia Sansone e tutti i cirotani!, riferendosi  alle ultime novità in campo politico che stanno interessando il primo cittadino”. Con la vendemmia Cirò termina l’anno agrario ed inizia la nuova stagione dove ogni cittadino prepara progetti e programmi per l’anno a venire, ma la stagione politica, al contrario, dura cinque anni e l’ultimo è quello in cui si programma il nuovo quinquennio- inizia così la lettera aperta al vetriolo rivolta al sindaco Mario Caruso da parte di Siciliani. Così già da quest’estate, prosegue la nota- su suo invito, partecipammo ad una riunione plenaria con tutti i partiti per avviare una nuova fase di collaborazione interpartitica in cui tutte le forze presenti sul territorio avrebbero dovuto dare il proprio contributo. Noi del FLI partecipammo con piacere poiché siamo convinti che - l’attuale giunta non abbia sviluppato quei volani di crescita quali il turismo, l’edilizia, il collocamento delle uve e quant’altro necessario per far crescere Cirò e ridurre la disoccupazione, ma soprattutto non ha saputo adeguare il nostro Paese al federalismo comunale incombente lasciandolo senza risposte alla crisi finanziaria che attanaglia tutti gli enti locali. In quella riunione,prosegue- in accordo con i Demokratici, le chiedemmo di iniziare immediatamente il percorso di rinascita di Cirò attraverso un atto politico, l’azzeramento della giunta e la costituzione di un nuovo esecutivo in rappresentanza di tutti i partiti, avremmo poi insieme, al momento della competizione elettorale, deciso chi avrebbe rappresentato la lista della nuova coalizione. “Lei, non solo non ci ha convocato a settembre come promesso, ma oggi ci comunica di essere diventato il coordinatore regionale di “Io Sud” il movimento politico di centro destra della Poli Bortone, da qui una considerazione politica ed una preoccupante visione del futuro”.  E ancora  si legge:”Lei è stato eletto a capo di una lista civica e ne ha ribadito l’indipendenza dai partiti quando ha ritirato la delega da assessore all’avv. Paletta a seguito del suo collocamento  nell’UDC, ribadendo, non si sa perché, che una giunta indipendente ottiene di più e meglio dalle istituzioni se non si colora con nessun partito politico. Con la sua adesione ad “Io Sud” -dimostra di aver cambiato idea e dovrà spiegare ai cittadini perché; a rifondazione comunista come può essere ancora il capo di una coalizione indipendente essendo addirittura il coordinatore regionale di un partito il cui presidente è un senatore del PDL e che proviene da Alleanza Nazionale e poi, come potrà guidare la nostra città se dovrà organizzare il nuovo partito in 400 comuni della Calabria.  Nelle dichiarazioni di adesione al nuovo partito, -lei lancia una visione del federalismo meridionale, dell’amore per la nostra terra e quasi invoca, come Bossi, il dio Neto a proteggerla, nel leggere l’articolo mi sembrava quasi di vederla, vestito da antico greco, rompere un’anfora piena d’acqua della Sila  sull’arida terra di Calabria, ma poi l’immagine è svanita e lei si è trasformato in Sansone mentre distrugge le colonne della casa dei Filistei al grido “muoia Sansone con tutti i Filistei”. “Già perché pochi sanno (spero che lei ne sia a conoscenza) , scrive  Siciliani di FLI- che il suo presidente, la Poli Bortone è la prima firmataria della proposta di legge costituzionale: “Istituzione del Senato delle autonomie, cancellazione del bicameralismo perfetto, riduzione del numero dei parlamentari, soppressione delle province e dei comuni sotto i 5000 abitanti ed il perfezionamento della riforma del federalismo fiscale”. Dunque grazie Signor Sindaco- conclude la lettera del segretario della sezione di FLI di Cirò-  per voler sopprimere la provincia di Crotone e Cirò, grazie di aver deciso di andare in giro per tutta la Calabria dichiarando che lei ei è un sindaco che vuole sopprimere il proprio comune, certo questo è il modo migliore per far convergere su Cirò l’attenzione delle istituzioni provinciali e regionali, ma soprattutto è il modo migliore per chiedere finanziamenti per un comune che il suo partito vuole sopprimere”.

martedì 20 settembre 2011

Il sindaco di Cirò, Mario Caruso, è stato nominato responsabile regionale “Io Sud per la Calabria”.

Cirò- Il sindaco di Cirò, Mario Caruso,  è stato nominato responsabile regionale “Io Sud per la Calabria”, come anticipato dal sottoscritto una settimana addietro. Si legge sul comunicato stampa del sindaco:”Carissimi, ho ricevuto incarico dal presidente Nazionale di Io Sud sen. Adriana Polibortone di organizzare il partito sul territorio Calabrese; Ringrazio il Presidente Nazionale per la fiducia accordata.  Il 24 sett. 2011, in occasione della Festa del Sud, la mia nomina sarà oggetto di una conferenza stampa in occasione della Festa del Sud dove si parlerà della nascita del nuovo soggetto politico “Grande Sud” che  sarà il contenitore di tutti quei partiti e movimenti che si riconosceranno in un grande progetto di rilancio del Mezzogiorno: Io Sud di Adriana Poli Bortone, Forza del Sud di Gianfranco Miccichè e Noi Sud di Arturo Iannaccone -si ritroveranno con le rispettive basi ed i rispettivi rappresentanti nelle istituzioni di ogni livello nella tre giorni leccese, che costituirà una nuova fondamentale tappa nel percorso di avvicinamento alla nascita di Grande Sud”.  Tra le motivazioni che hanno permesso al sindaco Caruso di aderire a “IO SUD”, si legge in una nota:”Il federalismo continua a parlare prevalentemente con accenti ed inflessioni del Nord. E’ importante e fondamentale che ci siano politici meridionali che siano capaci di dire cosa pensano e cosa intendono fare per il Sud. Il federalismo fiscale non è la panacea di tutti i mali, è il sintomo della malattia, non la cura. L’Italia non cresce da almeno 15 anni. La classe politica meridionale, inadeguata e poco influente, non riesce più ad interpretare le esigenze e le istanze del suo popolo. Il Meridione non ha rappresentanti sui tavoli che contano a Roma o, se li ha, peccano di spessore e di iniziativa politica; E’ necessario riprendere il filo spezzato del meridionalismo, è arrivato il momento per noi meridionali di far sentire la voce del Sud. Il paese ed il meridione hanno bisogno di nuove idee, di nuova occupazione, di infrastrutture, di apertura al credito per le imprese, non certo di sterili polemiche personalistiche e di egoismo territoriale. IO SUD vuole la rinascita del Meridione; La Lega Nord non è mai stata così forte ed influente come oggi e determina costantemente l’azione del governo nazionale. Il Sud è per noi l’alternativa culturale al Nord “leghista. Il Meridione non si può ridurre alla criminalità ed ai rifiuti. C’è bisogno di una rivoluzione culturale che coinvolga i protagonisti del cambiamento e che ci permetta di abbandonare il pietismo facendo riemergere l'orgoglio di essere meridionali. Il Sud è la risposta alla crisi economica mondiale ed è la sola ed unica opportunità di sviluppo economico e sociale oltre che di crescita culturale. Dal 2000 al 2008 il Mezzogiorno è cresciuto circa la metà del Centro-Nord e negli ultimi undici anni le persone che hanno abbandonato il Sud sono circa 700.000. All’inizio del nuovo secolo il Meridione si risveglia come fosse ancora agli anni ’70 del secolo scorso. Tutti gli interventi, reali o presunti, a sostegno del Meridione non hanno avuto gli effetti sperati. I migliori cervelli meridionali e la potenziale classe dirigente del Mezzogiorno non crede più nella propria terra, perché ha la consapevolezza di non poter trovare alcuna forma di realizzazione qui, ma solo altrove. In questo modo il Meridione non può che essere condannato ad una perenne arretratezza sociale, economica e culturale rispetto al resto d’Europa”.


lunedì 19 settembre 2011

Il Presidente del Comites di Hannover Giuseppe Scigliano di Cirò, è stato nominato Consultore della Regione Calabria.


Cirò- Il Presidente del Comites di Hannover Giuseppe Scigliano di Cirò, è stato  nominato Consultore della Regione Calabria. La Regione Calabria ha chiamato in vita, in questi giorni, la Consulta, quale consultore per la Germania è stato nominato il Presidente del Comites di Hannover Dott. Giuseppe Scigliano. Si ricorda che negli ultimi due mandati ha svolto egregiamente tale ruolo il Cav. Stefano Lobello Presidente del Comites di Francoforte e Coordinatore dell'intercomites Germania. Scigliano, che ricopre anche la carica  di vicecoordinatore dell'intercomites Germania ed è altresì consultore del Governo tedesco per l'integrazione, rende noto che continuerà il brillante lavoro svolto dal suo predecessore con il quale già da anni collabora per la tutela e la crescita della collettività italiana. I due quindi continueranno a collaborare anche per la crescita della loro terra d'origine cercando di mettere a disposizione della Regione Calabria le loro esperienze accumulate in tantissimi anni di emigrazione. Mentre per i giovani, si legge in una nota, è stato nominato Francesco Parise.

Restauro della Madonna del Pozzo, in una nota della docente e ricercatrice Maria Francesca Carnea, Filosofa Cirotana da Roma.

Cirò- Dopo la notizia del restauro dell’antica tela della Madonna del Pozzo, quadro rinvenuto dal parroco don Giovanni Napolitano in pessime condizioni, logorato dal tempo, scrive in proposito in una nota la filosofa cirotana Maria Francesca Carnea da Roma dove lavora. “Quando la conoscenza, come la bellezza, incanta lo spirito e l’intelletto, la bellezza dell’arte rende pienamente “consonantia et claritas”, e l’auspicio è che permanga e prosegua, nel nostro fecondo territorio, questo intendimento della valorizzazione del buono così come del bello.
 scrive la docente- Il restauro dell’antico quadro della Madonna del Pozzo, riportato alla bellezza originale e pronto ad adornare la Chiesa Madre, Maria de Plateis di Cirò, frutto sicuramente di un’attenta e buona intuizione del Parroco Don. Giovanni Napolitano, individua punti apprezzabili su cui portare l’attenzione, valorizzando il senso del sacro e del bello del nostro patrimonio culturale e religioso. Questo pregevole intervento, che vede risplendere la bellezza dell’immagine sacra della Santa Vergine “de Puteo”, chiama a una piccola ricerca per capire meglio della sua storia, su come nasce il culto della sua venerazione”. Secondo la ricercatrice Carnea:” Nell’estate del 1705, in un piccolo paesino in provincia di Bari, Capurso, un sacerdote, don Domenico Tanzella, versava in condizioni di salute gravissime, i medici gli avevano diagnosticato un male incurabile. Una notte la Madonna apparve all’agonizzante sacerdote, promettendogli il recupero «della salute primiera» qualora avesse bevuto l’acqua del pozzo detto di “Santa Maria”, sito in località Piscino, lungo la strada provinciale che conduce a Noicattaro, e fatto voto di erigere una Chiesa, a lei dedicata, con annesso convento dei frati francescani.Il Tanzella, all’indomani, con grande fatica, ma confidando nelle parole della Vergine, si portò al pozzo dove bevve l’acqua. Miracolosamente e istantaneamente riacquistò la piena salute. Il 30 agosto 1705, don Domenico, al fine di adempiere al voto, accompagnato da suo fratello, Lorenzo, e da due amici, si recò a visitare il pozzo di “Santa Maria”, per così rendersi meglio conto del miracolo. Scesero con una scaletta a pioli, essendo il pozzo in parte prosciugato. Nella difficoltà della discesa, la candela accesa, che aveva in mano uno di loro, cadde nell’acqua, continuando ciononostante ad ardere tranquillamente e a far luce. Spronati da questo evento prodigioso e incuriositi, cominciarono a esplorare le pareti del pozzo. Ecco che videro sull’intonaco, una bellissima immagine della Madonna, di stile bizantino, che li guardava sorridente, forse opera di monaci basiliani, sfuggiti alla furia iconoclasta nel VII - VIII sec. Di qui l’origine del culto per la Madonna detta, dal luogo del rinvenimento della sacra immagine, “de Puteo”. Don Domenico decise di far staccare la delicatissima immagine dal muro, onde poterla esporre alla pubblica venerazione dei fedeli. Ed ecco verificarsi un nuovo prodigio. L’immagine della Vergine col Bambino, staccandosi miracolosamente dalla parete del pozzo, prima galleggiò sull’acqua e pochi istanti dopo andò a consegnarsi nelle braccia del sacerdote. Questi, commosso, si affrettò a risalire con la preziosa icona tra le braccia, depositandola provvisoriamente nella sagrestia della chiesa. Il 12 gennaio 1706 Don Tanzella chiese e ottenne dall’Arcivescovo di Bari, mons. Muzio Gaeta Seniore, che la Cappella fosse benedetta e aperta al pubblico. Il 9 febbraio di quell’anno, lo stesso Domenico Tanzella benedisse la Cappella, aprendola al pubblico culto sotto il titolo di S. Maria detta del Pozzo (dal luogo del rinvenimento) e di S. Lorenzo martire. Di fronte all’inattesa evoluzione degli eventi e ai mirabili prodigi che si verificavano, Don Tanzella, adempiendo ancora il voto, si convinse della necessità di affidare il culto della Vergine del Pozzo a un istituto religioso di rigida osservanza e indicò i Francescani Alcantarini. Così il 17 agosto 1714 donò ai Frati la Cappella da lui fondata. La scelta del devoto sacerdote spinse gli storici a credere che la Madonna gli fosse apparsa tra i SS. Pasquale Baylon e Pietro d’Alcantara, entrambi religiosi dell’Ordine dei Frati Minori, e gli avesse imposto espressamente la fondazione a Capurso di un convento del loro Ordine. Nel febbraio 1739 già funzionava una comunità francescana con sette religiosi, dediti al servizio della cappella di S. Maria del Pozzo. La fabbrica del Convento fu completata nell’ottobre 1746”. Per quanto riguarda i due francescani, scrive ancora la filosofa e ricercatrice Carnea:” San Pietro d'Alcantara, religioso dell’Ordine dei Frati Minori, nasce ad Alcantara, piccola città dell'Estremadura, ai confini con il Portogallo, nel 1499. A sedici anni prende l'abito da francescano, Ordine che in tutto il suo operato volle riportare al rigore della prima regola. Durante la sua vita da l'esempio della più severa penitenza e della più dura povertà. Fu consigliere di santa Teresa di Gesù nella riforma dell’Ordine Carmelitano.  San Pasquale Baylon, anch’egli  religioso dell’Ordine dei Frati Minori, nacque nel 1540, a Torre Hermosa, in Aragona. Mostrandosi sempre premuroso e benevolo verso tutti, venerò costantemente con fervido amore il mistero della Santissima Eucaristia. Tutta la sua vita fu caratterizzata da un profondo amore per l'Eucaristia che gli valse il titolo di «teologo dell'Eucaristia». Fu anche autore di un libro sulla reale presenza di Cristo nel pane e nel vino. Nel 1897 Leone XIII lo proclamò patrono dei Congressi eucaristici. Questa era la storia che la docente di filosofia Carnea ha voluto regalarci. Ed  ecco che la conoscenza, come la bellezza, nelle sue infinite sfaccettature, incanta lo spirito e l’intelletto. La peculiarità della bellezza è il suo splendore, sosteneva Tommaso d’Aquino e, nella sua celebre affermazione «Pulchrum est quod visum placet» individua come del bello conta l’apprensione e, in modo singolare, il godimento: il bello è “gradevole alla conoscenza” dice, poiché il bello richiede di essere “conosciuto”. La bellezza fino al Medioevo sarà consonantia et claritas, armonia e luce. Nei nostri giorni ha assunto una concezione del tutto avulsa dalla conoscenza, sensoriale e razionale, del tutto staccata dal piacere estetico e dalla comune esperienza. Si è pervenuti a un intendimento di bellezza costruito senza alcun nesso con la realtà e con la “vista”. Sono nate, nella modernità, svariate tipologie di arte, unite da un’incomprensibile concezione della bellezza: disarmonia, distacco, parzialità, sproporzione. L'arte, che per Platone deve essere al servizio della verità, ha il compito di mostrare la verità delle cose, dietro la loro parvenza materiale, e, per fare questo, deve tendere al trascendente. La bellezza dell’arte rende pienamente consonantia et claritas, e l’auspicio è che permanga e prosegua, nel nostro fecondo territorio, questo intendimento della valorizzazione del buono così come del bello. Speriamo dunque che possiamo riscrivere un’altra storia al prossimo restauro.