sabato 11 luglio 2020

Cirò-Parte il progetto centri estivi per i bambini dai 3 ai 14 anni nel periodo luglio- agosto per un costo di € 8.200.

Cirò-Parte il progetto centri estivi per i bambini dai 3 ai 14 anni nel periodo luglio- agosto per un costo di  € 8.200. Lo riferisce il sindaco Francesco Paletta il quale scrive in una nota- “  Il Progetto centri estivi sarà fatto con tutte le norme di sicurezza, sfruttando i luoghi all'aria aperta, coinvolgendo la scuola, le associazioni e l'unità sociologica dell Asp. Inoltre prosegue-  il Comune di Cirò, dopo adesione, è stato destinatario di due contributi sia per i buoni spesa della Regione Calabria per € 14.900 e quello per i Centri estivi insieme alla scuola che prevede il progetto per i bambini dai 3 ai 14 anni nel periodo luglio- agosto per € 8.200. Entro questa settimana, conclude il primo cittadino-  saranno fatti gli avvisi per entrambi i progetti. Finalmente dopo un lungo periodo di lockdown finalmente i bambini potranno riappropriarsi dei loro spazi a loro dedicati, ha detto il sindaco-   come spiaggia, mare, area giochi, bisogna offrire occasioni per socializzare e momenti da condividere naturalmente in tutta sicurezza” .


Cirò- L’estate cirotana apre alle visite guidate al borgo ed ai musei in tutta sicurezza

Cirò- L’estate cirotana apre alle visite guidate al borgo ed ai musei in tutta sicurezza grazie agli operatori della Pro-Loco con un gruppo di turisti  provenienti dalla Campania e dalla Basilicata. Nell'ambito del progetto Wine Tour organizzato insieme alla Cantina Senatore gli avventori hanno apprezzato tra le altre il fascino del Castello, delle piccole chiese e dei musei cittadini.” Le guide turistiche della Pro loco sempre all'altezza della situazione”- ha detto in una nota il sindaco Francesco Paletta.  Grande attenzione ed interesse da parte dei turisti  per i personaggi illustri cirotani come Luigi Lilio riformatore del calendario gregoriano, e l’alchimista  Giano Lacinio.” E’ incredibile- hanno detto  gli ospiti culturali-  come personaggi di questo spessore, partiti da questa generosa terra,  hanno dato lustro a tutto il mondo scientifico, e bensì noti per il loro grande  operato, stentano ancora soprattutto nella propria  terra, ad essere conosciuti e apprezzati”. E’ solo da poco che finalmente, dopo un lavoro certosino del ricercatore e biografo di Luigi Lilio, il professore Francesco Vizza,  che ha svelato molto sulla sua vita, nel 2012 la Regione Calabria ha istituito la Giornata del Calendario in memoria di Luigi Lilio(Aloysius Lilius (Cirò, 1510 – Roma, 1574), fissandola per il 21 marzo di ogni anno. Ideatore della riforma del calendario gregoriano, Luigi Lilio, è stato un medico, astronomo e matematico italiano. Anche Giano Lacinio ha suscitato tanto interesse, è stato apprezzato anche l’allestimento a lui dedicato sempre per mano del  direttore  del CNR-ICCOM di Firenze nonché Direttore del museo di Lilio e di Lacinio, e dell’architetto Giuseppe Capoano autore del busto dedicato a Luigi Lilio. Altra tappa interessante quella delle chiese, come quella di San Cataldo dove all’interno custodisce un pregiato quadro  raffigurante la Madonna del Pozzo del pittore Basile della scuola napoletana ed il Crocifisso ligneo di rara fattura. Dopo la visita ad alcune chiese non poteva mancare  quella all’antico maniero- il castello di Cirò, dove all’interno del suo atrio custodisce  un enigmatico disegno geometrico, un gioco di compasso dove si evince una stella  a nove punte circoscritta  all’interno di un cerchio, ed una esterna ad otto punte che, fa pensare probabilmente ad una rosa dei venti. Le due stelle perfettamente  ribaltabili sulla propria metà lungo un asse inclinato di nove gradi a nord,(gradi catastali) come rivelò   nel suo primo studio l’ingegnere Leonardo Paletta nel lontano 1997.  Ultima scoperta in senso cronologico da parte di uno storico locale,  invece sono le due date incise  all’interno della circonferenza della stella a otto punte: 1S64, una  in posizione di Nord –Ovest che si legge regolarmente da sinistra a destra, e l’altra in posizione Sud-Est che si legge invece al contrario da destra a sinistra. Non si sa se i primi numeri sono in realtà le iniziali  di Isabella Spinelli (I.S.) principessa e feudataria del Castello, ultima famiglia  feudataria fino al 1806. Rimane un rompicapo forse solo un disegno ornamentale del 700 come disse l’allora sovrintendente Roberto Spadea.


Cirò- La chiesa madre Santa Maria de Plateis realizzata in miniatura dall’artista Fabio Pugliese

Cirò- La chiesa madre Santa Maria de Plateis realizzata in miniatura dall’artista Fabio Pugliese, un carabiniere in pensione che si diletta a creare piccoli capolavori soprattutto in legno. “Oggi abbiamo avuto il piacere di accettare nel nostro museo, scrive in una nota il sindaco Francesco Paletta-  il bellissimo lavoro fatto dall’artista cirotano Fabio Pugliese, un capolavoro che rappresenta la nostra chiesa madre  S. Maria de Plateis in miniatura. Complimenti per l’opera, prosegue Paletta e grazie a nome di tutta l'amministrazione comunale”. E’ la prima volta che la chiesa centrale venga rappresentata attraverso una costruzione in miniatura in tutto e per tutto come l’originale, frutto di un attento lavoro certosino che solo un artista come Fabio Pugliese sa fare. L’opera può essere ammirata in una delle sale del palazzo dei musei in tutta la sua bellezza.  Per ore possiamo ammirarla solo esternamente la chiesa madre oppure si può ammirare il capolavoro fatto dal Pugliese, visto che ormai sono passati due anni da quando è stata chiusa. A niente era servito il sopralluogo congiunto tra i tecnici della Curia e quelli del  comune, dove l’allora Arcivescovo Graziani  aveva accolto la richiesta del Sindaco  Paletta di  rivedere la decisione di chiusura temporanea, onde  stabilire le effettive condizioni di degrado del tetto e l’eventuale pericolo per l’incolumità. Ma ad oggi non è ancora successo niente , la chiesa rimane ancora chiusa, un gioiello dell’arte medievale le cui tracce sono evidenti nel campanile e nella primordiale  navata con altare dedicato a Santo Stefano con cripta sotterranea. Speriamo che il nuovo vescovo S.E. Mons. Angelo Raffaele Panzetta  riveda questa situazione e permette alla comunità di riappropriarsi della sua chiesa principale per troppo tempo chiusa al culto.


mercoledì 8 luglio 2020

Cirò- Cambio al vertice dell’associazione Rotary Cirò, Mario Caruso nuovo presidente.

Cirò- Cambio al vertice dell’associazione Rotary Cirò, Mario Caruso che era il presidente del Rotary Foundation, è il nuovo presidente del  Rotary International del club Cirò, subentra alla dott.ssa Giuseppina De Novara, nominata nel Giugno 2019. “Il passaggio  della campana lo facciamo formalmente il 18 luglio- ha anticipato il neo presidente-  in quella occasione-prosegue-  esporrò il mio programma che prevede tra le altre cose, il restauro dell'affresco di San Nicodemo rinvenuto l’anno scorso, durante il restauro della chiesa di San Giovanni”. E’ passato un anno da quando durante l’inaugurazione e  la riapertura della Chiesa di San Giovanni Battista in piazza Bannera a Cirò, dopo il suo restauro, a cui aveva partecipato l’associazione,  l’allora  presidente del Rotary Club Cirò -Giuseppina  De Novara, aveva detto che l’associazione si avrebbe  accollato le spese per il restauro dell’affresco medievale che raffigura San Nicodemo Abate, che a quanto pare è stato sempre presente a Cirò, già pochi anni dopo la sua morte, avvenuta nel 990 a Mammola. A distanza di un anno dalla promessa di restauro,  l’affresco è sempre li  a perdere colori  e a combattere col tempo. Si spera che il nuovo presidente, essendo egli stato anche sindaco di Cirò, prenda a cuore questo restauro  prima che il tempo lo logora irreversibilmente e lo consegna al popolo di Cirò, visto che San Nicodemo  è nato a Cirò nell’allora Psikron  poco distante dalle saline del Neto. Già Papa Urbano VIII  il 7 dicembre del 1630 lo proclamò Patrono di Cirò che gli aveva dato i natali, cresciuto dal grande sacerdote Galatone, indottrinato dal grande monaco San Nilo che abitava nella limitrofa Rossano con cui Cirò manteneva vari scambi culturali religiosi e commerciali. Ma già dopo l’anno mille dopo la sua morte, ci fu una vera causa tra i vescovi delle due comunità Cirò e Mammola presso la sede del Vaticano, per contendersi il corpo del Santo che apparteneva alle due comunità, entrambi fortemente sostenute dalle due popolazioni. Alla fine della diatriba, il Papa ordinò che il corpo fosse dato al popolo di Mammola dove il Santo era morto, mentre Cirò dove era nato sarebbe divenuto patrono della città, da qui nacque il gemellaggio religioso tra i due popoli che si protrae da sempre.

 


lunedì 29 giugno 2020

Cirò- Donate alla Misericordia di Cirò 1000 mascherine chirurgiche dalla misericordia di Campi Bisenzio(Firenze)


Cirò- Donate alla Misericordia di Cirò 1000 mascherine chirurgiche dalla misericordia di Campi Bisenzio(Firenze). Un bel gesto di solidarietà tra le Misericordie di Campi Bisenzio(FI) e quella di Cirò,  grazie all’interscambio  tra i due Governatori:  Cristiano Biancalani  e Luigi Adamo, oltre che dal sindaco Francesco Paletta e da una associata cirotana della Misericordia di Campi Bisenzio-  Rosetta De Fine.  “Ringraziamo di cuore per la gentile donazione”- ha detto il Governatore di Adamo, -  stiamo già provvedendo per la distribuzione. In questi giorni- prosegue il Governatore-  sono state imbustate dai nostri confratelli, buste che saranno poi  destinate alla popolazione ultra settantenne. Ben quindici  volontari sono stati impegnati per questo lavoro di distribuzione , in totale sono state preparate trecento buste contenenti seicento  mascherine chirurgiche che sono state distribuite alle famiglie delle zone di  S.Elia, San Giuseppe, via De Gasperi, via S Sofia , Arenacchio, Madonna delle Grazie. “Vorrei ringraziare i volontari,-scrive in una nota il Governatore Adamo-  persone stupende, degli angeli invisibili, della Misericordia di Cirò per l’encomiabile lavoro svolto per l’emergenza Covid-19 
i quali, in una situazione difficile e a rischio della propria incolumità, hanno risposto in maniera puntuale e professionale alle esigenze del nostro territorio.










Anche il primo cittadino Francesco Paletta si è detto contento e soddisfatto per questo gesto di solidarietà tra due Regioni molto distanti tra di loro ma accumunati dallo stesso desiderio di aiutare soprattutto le persone anziane e sofferenti.

Cirò- Il comparto vitivinicolo cirotano in ginocchio, forte temporale e grandine


Cirò- Il comparto vitivinicolo cirotano in ginocchio, forte temporale e grandine delle ultime ore hanno danneggiato  irreparabilmente i grappoli che appaiono spaccati  e macerati sotto la furia della pioggia e grandine specie nelle zone di Malocretazzo Ciurria, Brigante, Vallo . Non bastavano i cinghiali  ad arrecare seri danni ai vigneti, ora il maltempo ha dato ai vigneti il colpo di grazia. Un anno di lavoro distrutto da un'ora di grandinata: ancora una volta gli agricoltori del cirotano si trovano a fare la conta dei danni per il maltempo, oltre che a causa degli ungulati. Un vero disastro per gli agricoltori, ora si contano i danni nei vigneti falcidiati dalla grandine. I danni principali si registrano nei vigneti dove sono caduti chicchi di grandine di grande dimensioni. I piccoli grappoli di uva se non sono caduti a terra, sono stati danneggiati provocando vere e proprie ferite che aumenteranno il rischio di marciumi e il contagio di agenti patogeni con conseguente perdita di prodotto. In ogni caso, per arginare la diffusione delle malattie si rende necessario un trattamento che comporterà un aumento dei costi di produzione. Nell’attuale fase la grandine è l’evento più temuto dagli imprenditori agricoli per il rischio di perdita del raccolto proprio all’inizio della stagione estiva. Ma i danni purtroppo si sono estesi anche alle strade interpoderali divelte dalla forte pioggia caduta in poco tempo, rendendole impraticabili. Si spera che gli enti preposti intervengano a tutela degli agricoltori. Intanto gli agricoltori fanno appello al presidente della Regione Calabria On. Jole Santelli e all’assessore all’agricoltura On. Gianluca Gallo di prendere provvedimenti per la grandinata che mercoledì scorso che ha distrutto la maggior parte dei vigneti  del Territorio Doc.

venerdì 5 giugno 2020

Cirò-Ancora un altro vitello sbranato da un branco di lupi


Cirò-Ancora un altro vitello sbranato da un branco di lupi, questa volta  hanno preso di mira un allevamento verso sud in zona Mancuso, alla periferia di Cirò,  dove il proprietario ha rinvenuto solo la pelle e qualche ossa. Nello stesso allevamento  nei mesi scorsi erano stati sbranati altri quattro vitellini. Ora i lupi sono stati avvistati anche sul lungomare di Cirò Marina. La scorsa notte un cacciatore  ha ripreso e filmato la passeggiata di una Lupa vistosamente  gravida che percorreva  il lungomare tra Santa Lucia e la Chiesa di San Cataldo. Dell’episodio sono stati informati Regione, Carabinieri e Forestali. Secondo il racconto del cacciatore  un branco di Lupi sono stati avvistati  più a nord in zona Volvito, ma anche nelle vicinanze del paese in zona Savonarola, probabilmente attirati da una scrofa con a seguito ben dieci cinghialini. Pare che questi Lupi non hanno paura della presenza dell’uomo, infatti qualche sera addietro, ci riferisce l’allevatore di Cirò, un branco di  quattro lupi qualche ora prima del tramonto,  riposavano tranquilli in una vigneto in zona Baddalomeo a pochi metri dalla provinciale Cirò- Cirò Marina. Inoltre prosegue nel racconto l’allevatore di Cirò- nel mese di ottobre mi hanno sbranato ben otto pecore e ucciso  quattro dei sette  cani  che erano a guardia di notte alle mie  pecore. Quanti danni devo ancora ricevere-ha detto l’allevatore-  prima che la Regione intervenga. Ad oggi,  nessun indennizzo esiste, la Calabria  è l’unica ancora  a non avere regolamentato questo problema che attanaglia gli allevatori. Ad esempio la Regione Umbra promuove ed attua interventi per la protezione di specie di particolare interesse scientifico (lupo, aquila reale) e concede un indennizzo agli allevatori per i danni causati agli allevamenti bovini, ovini, caprini ed equini da lupi, cani randagi o ferali. Nei mesi scorsi i lupi avevano arrecato danni ad altri allevamenti   attorno alle zone di Romanò- Coppa- Sant’Elia- Si tratta di un branco di Lupi stanziali che ormai vivono nei boschi circostanti, più spesso incontrati sia dagli allevatori che dagli agricoltori. E’ passato appena un anno da quando  a poca decina di metri dall’abitato in località Campanise, sbranavano le ultime tre pecore rimaste da un gregge di circa 22 pecore tutte catturate e uccise. Mentre un altro allevatore di Cirò invece durante lo scorso inverno aveva avuto la perdita di ben dieci vitellini di razza podolica uccisi da un branco di lupi. Questo purtroppo per gli allevatori, fa pensare che alcuni branchi ormai da qualche anno sono diventati stanziali. I lupi che avrebbero dovuto tenere sotto controllo la popolazione dei cinghiali, in realtà questi, sono sempre più numerosi e liberi di arrecare danni alle colture , mentre i lupi sono occupati a decimare gli allevamenti. Tutti gli allevatori del cirotano lamentano di perdite di bestiame per colpa dei lupi: vitelli, agnelli, asini, pecore, capre. Una vera mattanza, quella degli attacchi dei lupi – e prima ancora delle scorribande dei cinghiali – è una vicenda che da diversi mesi, sta mettendo a dura prova la vita e le tasche degli allevatori in tutto il territorio, arrecando ingenti danni alla viticultura cirotana, nella speranza che si arriva presto ad una soluzione e per gli allevatori e per i predatori. Intanto almeno sulla emergenza cinghiali è stato approvato lo scorso 13 maggio il nuovo piano regionale di selezione, dove saranno immediatamente operative le squadre di selettori che puntano ad  abbattere subito 10.000 capi per arginare l'invasione”. Si attendono ora risoluzioni per i problemi lupo visto che ormai ce li troviamo a spasso per le vie del paese indisturbate. Potrebbero ad esempio essere catturati da personale specializzato e liberati nei boschi silani all’interno del loro habitat naturale.