lunedì 2 luglio 2018

Cirò- La Nutria nome scientifico (Myocastor coypus) (Molina 1782), è giunta purtroppo nell’area SIC delle Dune e della Ginestra bianca della Marinella,


Cirò- La Nutria nome scientifico  (Myocastor coypus) (Molina 1782), è giunta  purtroppo nell’area SIC delle Dune e della Ginestra bianca della Marinella, lungo gli argini del fiume Santa venere. E’ la prima volta che viene segnalata in questa zona, è una specie invasiva e catastrofica per fauna e flora, addirittura una Raccomandazione del Consiglio d’Europa n. 77/1999  include la nutria tra le specie alloctone invasive che causano impatti rilevanti alla biodiversità e chiama i Paesi membri del Consiglio d’Europa a eradicare, ove possibile, tale specie. Conosciuta anche con il nome di  castorino, è un mammifero roditore originario del Sud America. La sua presenza si è diffusa, negli ultimi decenni, in molte parti dell’Europa, compresa l’Italia. Infatti, se inizialmente l’animale era stato introdotto per essere allevato come specie da “pelliccia” (detta appunto pelliccia di castorino), successivamente, a causa della fuga di questi animali e, in diversi casi, della loro liberazione nell'ambiente a seguito della scarsa redditività dell'allevamento, si è arrivati ad un notevole incremento della popolazione. Il sovrappopolamento di tale specie ha raggiunto dimensioni non più sostenibili in ampie zone del territorio italiano, in particolare la pianura Padana, la costa adriatica sino all'Abruzzo,  coste tirreniche sino al Lazio, per giungere ai   nuclei di Nutrie lungo la Foce del Crati a Sibari. Il  Decreto Legge 24 Giugno2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n.116,  all’art.11, comma 12, ha modificato l’articolo 2, comma 2, della legge 11 Febbraio 1992 n.157 recante “ Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” ed ha  inserito le nutrie nell’elenco delle specie nocive per le quali non si applicano le previsioni della richiamata Legge n157 del 1992. La competenza sulla gestione delle nutrie viene trasferita ai Comuni che, relativamente al sovrappopolamento, possono utilizzare tutti gli strumenti sinora impiegati per le specie nocive (non solo per il contenimento, ma anche per l’eliminazione totale di questi animali analogamente a quanto si fa nelle derattizzazioni).Nella gestione dei piani di controllo delle nutrie, gli Enti Locali sono richiamati a porre la loro attenzione  sia sul controllo che sul modo di contenimenti della specie, che ad oggi, in Italia, l’impatto della nutria è stimabile in 20 milioni di euro all’anno di danni. Inoltre la Nutria può essere potenziale portatrice di 16 zoonosi di tipo virale, batterico o parassitario. Una popolazione molto elevata potrebbe, quindi, provocare problemi di tipo sanitario. Al momento, comunque, in Italia non vi è un particolare rischio di contagio per l’uomo, in quanto la maggior parte di queste malattie è stata descritta solo in paesi esteri o riguarda infezioni sperimentali. Tuttavia, la nutria è portatrice di un rischio di diffusione della Leptospirosi e di Fasciola hepatica. Per fortuna ad oggi non si conoscono casi  documentati di malattie che siano state trasmesse dalla nutria all’uomo o agli animali domestici. La nutria non rappresenta pertanto alcun pericolo dal punto di vista igienico-sanitario, né ha un particolare ruolo nella trasmissione e diffusione di malattie, l’unico suo problema grave è la distruzione della biodiversità ai danni dell’ecosistema di flora e fauna locale.