venerdì 18 dicembre 2020

Medaglia d’oro per la Riserva Rosso Classico Superiore “Brinifè”

 


Cirò- Giovane viticoltore Rocco  Pirito
, della neo  azienda Agricola di Giovanna Romano, due giovani coniugi e imprenditori, vincono con la loro pregiata Riserva  Cirò D-O-C- 2016, un  Rosso Classico Superiore “Brinifè”, 100% Gaglioppo biologico, il premio Medaglia d’oro per la Riserva, ed il premio come “Miglior Cirò Doc”  al  concorso “Wow The Italian Wine Competition- Civiltà del bere 2020”.  Due premi prestigiosi  importanti per una azienda presente  sul mercato da pochi anni, ma che ha già scalato le vette vitivinicole calabresi e nazionali. Ma Rocco Pirito è anche unico giovane potatore della vite, delicato lavoro trasmessogli dagli anziani. Infatti gli “Innestaturi”(potatori) è ormai un mestiere  in estinzione, ma che oggi  sopravvive grazie al viticoltore Rocco Pirito- innestino sopraffino.  È un mestiere oggi sempre più anacronistico che si impara fin dalla tenera età, affiancando in vigna il nonno, il papà o un altro anziano disposto a farsi rubare l’anima con gli occhi. Osservare Rocco Pirito nel suo lavoro di precisione estrema a intarsio, con quelle mani aspre eppure rassicuranti mentre ghermisce la vite tra lo strangolamento e la carezza, è un vero e proprio spettacolo di paleografia agricola. 


Eppure finché c’è Rocco e ci sono gli innestini a Cirò c’è speranza per la viticoltura e per il vino in generale non solo di Calabria ma del mondo intero, come il suo “La Manna” un rosso classico superiore, un pregiato “calato” direttamente dal cielo per la gioia dei palati più sopraffini. Generosa è la terra cirotana dove  da secoli si coltivano vitigni autoctoni di Gaglioppo, ma anche di Greco Bianco, da cui il  bianco e il rosato “Maristello”, la cui argilla sopraffina gli conferisce  morbidezza e sapori fluttuanti al palato come il mare sulla battigia.

 

mercoledì 14 ottobre 2020

Cirò- Crescono a dismisura le piante infestanti specie quelle tossiche, in letteratura casi di avvelenamento di cavalli, maiali, bovini e cani.

 


Cirò- Crescono a dismisura  le piante infestanti specie quelle tossiche, sebbene la gran parte  non sono gradevoli e la maggior parte degli animali la ignoreranno del tutto, ci sono stati in letteratura  casi di avvelenamento di cavalli, maiali, bovini e cani, a causa della contaminazione del fieno
. Sono piante che stanno prendendo il sopravvento a discapito di quelle autoctone,  colpa del cambiamento climatico. Una di queste piante che stanno invadendo le campagne cirotane in questo periodo è la  Heliotropium europaeum, pianta della famiglia delle Boraginaceae, ricca di  Alcaloidi  pirrolizidinici ed è velenoso. Il nome deriva da hèlios, sole, e da trèpo, volgersi, perchè i fiori seguono il movimento del sole.  Ci sono stati casi di morte anche di cani a causa di eccesso di ingestione di questa pianta tossica, di solito i cani vanno in cerca di erbe quando vogliono liberarsi di alcuni parassiti. L’Heliotropium preferisce vegetare negli ambienti urbani, nei suoli arenosi specialmente marittimi, nei luoghi erbosi e molto soleggiati, nei campi incolti, sulle macerie, nelle colture sarchiate, nei vitigni, più raramente nei giardini e negli orti. Gradisce terreni limoso-argillosi da aridi a mediamente freschi, ricchi di composti azotati. Già Dioscoride e i popoli antichi attribuivano all’ Heliotropium virtù terapeutiche contro il morso dei serpenti e degli scorpioni. In passato questa pianta fu utilizzata nella cura delle verruche tanto che era conosciuta anche come “Porricella” o “Verucana”. La medicina popolare attribuiva alla pianta proprietà astringenti, cicatrizzanti, sedative, analgesiche per combattere nevralgie, emicranie esercitando, contemporaneamente, un’azione sedativa generale. Era usata la parte aerea della pianta.


 Queste proprietà terapeutiche sono attribuite all’eliotropina e alla lasiocerpina, alcaloidi che hanno azione ipotensiva, sedativa del sistema nervoso centrale e leggermente narcotica e per il trattamento dell’asma. E’ una delle erbe medicinali da raccogliere nella notte di S. Giovanni. Era utilizzato inoltre come antipiretico nelle febbri malariche; come astringente per le infiammazioni cutanee e come lenitiva del prurito. Ma  poiché sono sostanze tossiche per il fegato, ebbene usarle con cautela. Anticamente veniva usata per uso esterno,  i tannini contenuti nella droga, che si ricava dalla parte aerea della pianta raccogliendola all’inizio della fioritura e recidendola a qualche centimetro da terra, curavano le infiammazioni della pelle, lenivano i pruriti e le irritazioni cutanee, rimarginavano le ferite e chiudevano le piaghe. Addirittura  durante il Medioevo gli furono attribuiti poteri magici. Si credeva che fosse in grado di allungare la vita, di rendere invisibile la persona che era in possesso di una parte della pianta tenuta segretamente nascosta.

domenica 9 agosto 2020

“Sere d’Estate 2020” dal 9 Agosto al 21 Agosto con spettacoli ed eventi sia culturali che di intrattenimento, organizzato con uno sguardo particolare alla sicurezza, distanziamento sociale.


Cirò- L’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Francesco Paletta ha programmato una serie di manifestazioni  dal titolo : “Sere d’Estate 2020” dal 9 Agosto al 21 Agosto con  spettacoli ed eventi sia culturali che di intrattenimento, organizzato con uno sguardo particolare alla sicurezza, distanziamento sociale, e profilassi anti-Covid.  Domenica 9 Agosto alle ore 21.30   si terrà la manifestazione: “Miss Magna Grecia” a cura  di Movida Eventi. Lunedì 10 agosto  sul terrazzo dei musei si terrà la manifestazione :”Notte di vini e di stelle con il concerto pianoforte del compositore Stefano Rende  e del violinista Gianfrancesco Federico con la conduzione  di Anna Aloi. Il 12 agosto si terrà una performance  dell’artista Valerio  Cosco organizzato dall’associazione le Quattro Porte. Giovedì 13 agosto si terrà il tanto atteso  memorial:”Tu sei qui” dedicato al cantante  Gino Colicchio. Venerdì 21 agosto  si terrà :”Cirò in scena”, con gli attori di Gomorra. Lo scenario sarà quello del suggestivo borgo storico di Cirò che ospiterà oltre agli spettacoli anche degli eventi con il vino in primo piano, non poteva essere diversamente Cirò rappresenta la Calabria dei Vini in tutto il mondo. Ai visitatori non resta che addentrarsi nei vicoli del Borgo antico alla scoperta del Castello di Cirò posto nella parte alta del vecchio borgo per ammirare lo straordinario  atrio che cela una meridiana  e una rosa dei venti;  della Casa natia  oggi Chiesetta di San Nicodemo nato nell’antica Ypsron nel 900 e morto a  Mammola nel 990,  di Palazzo Adorisio, posto nella parte meridionale del paese, in Via Lilio, l’antica via di S. Giuseppe, nel quartiere ebraico, che è uno dei tanti palazzi patrizi di Cirò. Degni di una visita anche palazzo Zito che ospita  il museo della civiltà contadina, quello di Luigi Lilio  medico, astronomo e matematico italiano che fu l’ideatore della riforma del calendario Gregoriano e quello dell’alchimista Giano Lacinio. Tutti i giorni sia il castello che i musei saranno aperti dalle 18.00  fino alle ore 22.00 mentre durante la settimana dalle 8,00 alle 13.00. Le visite di gruppo hanno necessità di essere prenotate. Inoltre, all'interno del castello è stata allestita l’esposizione “Arte al Castello, mostra internazionale” organizzata dalla associazione culturale Leonardo da Vinci.

sabato 8 agosto 2020

Cirò- Impegno spesa rifacimento segnali stradali, dossi ,per garantire la pubblica incolumità


Cirò- Una spesa di 7.517,15  Euro per la sicurezza stradale e dei pedoni, una priorità necessaria tanto che, il sindaco Francesco Paletta, a seguito anche dei tanti solleciti da parte dei cittadini  su alcuni rettilinee del centro urbano, dove auto e moto sfrecciano quotidianamente,  incuranti della presenza di ragazzini   che attraversano la strada o che giocano fuori le proprie abitazioni, ha indotto il sindaco  ha determinare un impegno spesa per l’esecuzione di lavori per rifacimento segnali, sostegni e dossi nel centro capoluogo di Cirò, al fine di garantire e salvaguardare la pubblica incolumità nel centro e perimetro urbano. Verranno istituzione due divieti di sosta per limitare la velocità dei veicoli, in attuazione al vigente regolamento in esecuzione al codice della strada. Queste le vie dove si intendono posizionare ed istallare sull'asse stradale i dossi ed istituire un divieto di sosta;  Via Madonna delle Grazie  individuazione e installazione di quattro dossi di cui una nei pressi della scuola Materna;  Via Acqua della Pietra  verranno installate due dossi; Via De Gaspari individuazione e installazione di due Dossi;  Viale Pugliese individuazione e installazione di  un Dosso; Via San Leonardo individuazione e installazione di due dossi  prima della fontana dei Canali;  Mentre i divieti di sosta  permanente saranno istituiti  in Via San Nicodemo da posizionare nelle vicinanza dello slargo/ piazzetta; Divieto di Sosta in Via San Leonardo lato destro carreggiata direzione Giudice di Pace. Inoltre sarà istituita apposita segnaletica orizzontale e verticale dove verranno eseguiti i lavori dei dossi e dei divieti. E ancora, fa sapere il sindaco- Considerata la necessita di procedere all'istallazione ed al rifacimento della segnaletica orizzontale nel nostro Comune, resa esecutiva dalla delibera del Consiglio del  23 luglio, determina  perciò di   impegnare la somma complessiva di Euro 7.517,15 per la messa in opera di dossi e segnaletica nel centro capoluogo di Cirò; di impegnare la spesa sul capitolo 800/2020, in relazione alla esigibilità delle obbligazioni, alla voce proventi al C.D.S­. Sono stati molti gli incidenti dovuti all’alta velocita  sulle strade in cui verranno impiantati i dossi, alcuni anche mortali, ben vengano dunque i dossi che salvaguarderanno l’incolumità pubblica.

giovedì 6 agosto 2020

Cirò- L’associazione culturale “Le Quattro porte” comunica l’annullamento dell’evento "Incontri divini nel borgo antico"


Cirò- L’associazione  culturale “Le Quattro porte” comunica l’annullamento dell’evento "Incontri divini nel borgo antico"  per evitare assembramenti,  un appuntamento che ogni anno portava migliaia di persone nell’antico  borgo. L'evento cirotano tanto atteso del 12 agosto: Incontri divini nel borgo antico, quest'anno ha scritto in una nota il presidente Pierluigi Murgi, purtroppo non si svolgerà a causa del Covid19. Era la più grande manifestazione calabrese legata al mondo del vino, dell'arte e della cultura che ha avuto molto successo negli anni passati. " È stata una scelta molto dolorosa ma alla fine inevitabile. Sarebbe stato molto complesso organizzare l'evento - ha annunciato l'associazione in un comunicato - e sarebbe stato ancora più difficile poter garantire a tutti, organizzatori e visitatori, la piena sicurezza". Una decisione più che responsabile nell'attuale contesto di rischio per la salute, per questo a malincuore, l'associazione da appuntamento al 2021, anticipando che sarà una doppia edizione ricca di tante sorprese proprio per superare il disagio di quest'anno. Lo scorso anno il premio “Quattroporte 2019” era stato consegnato a  due illustri esponenti del cirotano: – Dott. Saverio Liotti, nato a Cirò nel 1931 e laureato in medicina e chirurgia all’Università di Perugia, ha ricoperto la cattedra di Biologia e Zoologia generale presso l’Università di Perugia e Palermo. Esperto di patologia cromosomica umana e biologia dei tumori. Fin dai primi anni della sua carriera accademica è stato accolto in qualità di socio nell’Accademia Medico Chirurgica di Perugia, nella società italiana di biologia sperimentale e nell’unione zoologica italiana; – Il Maestro Giuseppe Campagna, compositore, direttore d’orchestra, di banda e di coro, nato a Cirò nel 1925 e vissuto a Crotone, dove si è spento nel gennaio del 2019.  Si spera che questo grande evento ritorna l’anno prossimo più forte di prima e soprattutto in assenza  del covid19.

Cirò- Giornata ecologica per liberare dai rifiuti la provinciale SP7 Cirò-Cirò Marina Grazie agli operatori della ditta RSU.


Cirò- Giornata ecologica per liberare dai rifiuti la provinciale SP7 Cirò-Cirò Marina  Grazie agli operatori della ditta RSU. “Manteniamopulitolambiente” è uno dei tanti obiettivi prefissati dall'Amministrazione, chiunque sarà sorpreso verrà punito, ha detto in una nota il sindaco Francesco Paletta. In proposito- prosegue il primo cittadino- Vi invitiamo a segnalare eventuali trasgressori se vogliamo  salvare l’ambiente, i contravventori saranno multati. E’ una cattiva abitudine  quella  per fortuna di pochi, che  abbandonano i rifiuti per strada, dietro la prima curva, nonostante in paese si faccia la differenziata, dove gli operatori del settore passano sotto casa a prelevarla quotidianamente. E’ una strada molto trafficata dove ogni giorno  i sacchetti di rifiuti abbandonati aumentano, nonostante più volte ripulita, l’indomani siamo ancora nella stessa situazione. Eppure in passato qualcuno è stato beccato in flagranza di reato, per cui ha dovuto pagare multe pesanti. Purtroppo questo non  demorde l’incivile di turno che continua  nella sua scellerata abitudine, di abbandonare i propri rifiuti per strada, come se la cosa non gli interessasse. Forse non sa che la tassa sui rifiuti la paga ugualmente anche se,  se ne libera scen dendo  da Cirò verso Cirò Marina. Ci vorrebbero delle telecamere almeno nei punti più nascosti dove è più frequente l’abbandono dei rifiuti. Dopo tutto l’abbandono dei  rifiuti è reato e può costare caro. Infatti, chi abbandona rifiuti in strada o ovunque lontano dalle zone predisposte alla raccolta dell’immondizia, rischia multe salate: Le sanzioni per i privati cittadini che abbandonano/depositano i rifiuti in strada e ovunque non sia espressamente consentito, vanno da un minimo di 300 euro ad un massimo di 3.000 euro, in relazione alla quantità/pericolosità dei rifiuti.  Il divieto di abbandono di rifiuti è contenuto nel Testo Unico sull’ambiente (D.lgs. 3 aprile 2006 numero 152) all’articolo 192 che si applica ad ogni genere di rifiuto, liquido o solido, abbandonato sul ciglio della strada o nel sottosuolo. Si spera che questa strada rimanga per lungo tempo priva di rifiuti urbani dopo questa giornata che ha impiegato operatori e volontari in favore dell’ambiente.

mercoledì 5 agosto 2020

Statua divelta: solo un incidente.


Cirò- Sembrava un atto di vandalico quello successo l’altro  ieri sera verso le ore 22.00 ai danni del  monumento dedicato al Generale Domenico Siciliani divelto sul marciapiede i cui marmi che sorreggevano il busto erano ridotti in pezzi. In realtà dopo che i carabinieri  avevano avviato le loro indagini, si è appreso in tarda mattinata che era successo solo un incidente non voluto dovuto probabilmente alla fragilità con cui i marmi erano stati fissati al suolo. Il padre del malcapitato che si era appoggiato al monumento provocandone la caduta,  si accollerà le spese  per il suo ripristino ha detto  il sindaco Francesco Paletta. La statua  si trovava in piazza della Repubblica dal 2018, in occasione delle manifestazioni per il centenario della fine della grande guerra (4 novembre 1918 – 4 novembre 2018), il generale di origini cirotane autore materiale del bollettino della vittoria che il 4 novembre del 1918, esattamente 100 anni fa, decretò la fine della I^ Guerra Mondiale, significa- aveva detto allora il sindaco Francesco Paletta -tramandare la memoria storica e promuovere la conoscenza per le future generazioni di un altro concittadino illustre che ha contribuito a scrivere la Storia. Già dopo pochi minuti dall’episodio, sui social si era scatenato da parte dei cittadini  una ferrea  condanna del vile gesto, che per fortuna si è rivelato il giorno dopo solo un incidente.   Sul posto erano  intervenuti il sindaco  il quale aveva fatto denuncia contro ignoti, naturalmente successivamente ritirata,  ed  e i carabinieri della stazione locale per le indagini giunte poi a buon fine. A smascherare l’incidente la visione delle due telecamere poste uno fuori l’ufficio postale e l’altra sull’immobile del comune, entrambe hanno la visuale su piazza della Repubblica dove era ubicata la statua  di Siciliani. Per fortuna tutto si è concluso nei modi migliori.


Cirò – Lungo la costa cirotana in località Gianturco, l’altro ieri all’alba verso le ore 4.30 sono sbarcati 85 migranti in barca.

Cirò – Lungo la costa cirotana in località Gianturco, l’altro ieri all’alba verso le ore 4.30  sono sbarcati  85 migranti in barca a vela probabilmente Pakistani, che portava bandiera italiana forse per mimetizzare la loro reale provenienza. Appena a ridosso della spiaggia sono stati avvistati e segnalati e in poco tempo sul posto  sono accorsi i mezzi navali della Capitaneria di Porto e della Guardia di Finanza ed i carabinieri della Compagnia di Cirò. I militari dell'Arma hanno bloccato ed accompagnato a terra un sospetto scafista. La barca trainata da una motovedetta della Guardia costiera e scortata da un mezzo della Sezione Operativa Navale delle Fiamme gialle si è diretto al porto di Crotone dove i migranti saranno probabilmente accolti nel centro di accoglienza  di Sant’Anna, dove secondo il protocollo covid19,  saranno posti in isolamento. Non è la prima volta che migranti in barca a vela si spiaggiano lungo le coste cirotane, qualche anno fa in località Marinella si è registrato lo stesso sbarco sempre in barca a vela. Dopo tutto questa rotta per tutto il 1700 è stato  la via preferita soprattutto dai Turchi i quali saccheggiavano i paesini interni tra cui Cirò.


Cirò- Caldo anomalo e forte vento di scirocco, il risultato una tromba d’aria

Cirò- Caldo anomalo forte vento di scirocco, il risultato una tromba d’aria che sembrava volesse estirpare il bosco sul cozzo Leone , la collina che sovrasta il centro urbano. Sembrava un film di fantascienza, dalle finestre tutti ad osservare questo fenomeno seguito da rumorosi tuoni. Per fortuna  si è disperso verso il mare senza arrecare danni almeno nel cirotano, anche se nella limitrofa Torretta di Crucoli è grandinato. Dal meteo assicurano che dopo giorni di gran caldo sulla Calabria da mercoledì avremo un vero e proprio tracollo delle temperature. La perturbazione Atlantica attualmente sul Nord-Italia scivolerà velocemente verso Sud apportando maltempo e generale calo termico: si passerà infatti dai 38°C delle zone interne e i 34°C sulle coste, ad arrivare a stento a raggiungere i 29°C praticamente ovunque, con una diminuzione dunque anche di oltre 8-10°C. Il tutto accompagnato da maltempo sparso a partire proprio dal  4 Agosto sulle zone tirreniche, per poi espandersi su tutta la Regione entro il 6 Agosto e nei giorni successivi. Dunque tanta paura ma attendiamo l’evoluzione del tempo nelle prossime ore.


lunedì 3 agosto 2020

Cirò- Una coppia di Poiana ha nidificato su un grande Pino del Cozzo Leone


Cirò- Una coppia di Poiana ha nidificato  su un grande Pino del Cozzo Leone , il colle che sovrasta  il centro abitato.  Il suo particolato cinquettio ogni mattina domina  il cielo di Cirò  maestosi, un formidabile rapace in grado di adattarsi ai diversi habitat e alle varie trasformazioni ambientali. Ogni anno nidifica sempre sullo stesso albero, utilizzando lo stesso nido, stessa coppia stessa abitudine , attratti probabilmente da un ambiente sano. Il rapace è lungo fino a 60 cm, con una forma compatta e un corpo tozzo, quando vola in planata o volteggia, mostra la coda ampia con la classica forma a ventaglio; le ali sono larghe e rotonde, tipiche dei veleggiatori e si presenta con un’apertura alare, che può raggiungere anche i 125-135 cm. La Poiana comune (Buteo buteo), è uno dei più diffusi uccelli rapaci nelle nostre campagne, sempre più spesso, nidifica finanche intorno alle aree più antropizzate. In Calabria, occupa un po’ tutti gli ambienti, di fatti, è a pieno titolo il rapace diurno più diffuso, assieme al Gheppio, è particolarmente protetta dalla legge, per cui ne è vietata l’uccisione, la cattura e la detenzione. Il rapace, una vera e propria aquila in miniatura, ama particolarmente gli ambienti semi-boscati, dove poter fruire sia di ampie porzioni di bosco (importanti per collocare il nido) sia di radure o spazi aperti con bassa vegetazione (per cacciare), tuttavia, soprattutto negli ultimi decenni, la specie è sempre più frequente anche nelle zone più antropizzate. Roditori, piccoli sauri, serpenti, lepri, mammiferi di piccola taglia, coleotteri, uccelli, anfibi e carcasse di animali morti, rientrano nella dieta di un animale, che svolge un ruolo primario nel mantenimento dell’ecosistema naturale, che a quanto pare a trovato in quella  di Cirò il suo habitat.

Avis-Giornata della raccolta sangue.


Cirò- Il Leo Club Cirò Krimisa presieduto  da Francesco Scala ed il referente del Tesn e Cerimoniere del Leo Club Cirò Krimisa Melania Guzzo,  in collaborazione con l’Avis comunale di Cirò ”Damiano Russo” e con il patrocinio del comune di Cirò ha provveduto venerdì scorso alla giornata della raccolta sangue. Nonostante il caldo africano, la generosa Avis di Cirò, il cui motto è : “dieci minuti per te possono valere la vita per qualcun altro”,   presieduta dalla professoressa Mariella Viola, figura molto importante per la comunità per il suo impegno nel sociale, è riuscita, a raccogliere ben 18 sacche di sangue. La giornata della donazione del sangue a cui si sono presentati ben 18 donatori in tutta sicurezza muniti di mascherine e guanti, è  avvenuta  venerdì  31 luglio in piazza Stefano Pugliese. Lo scopo dell’associazione è quella  di sensibilizzare la comunità cirotana a gesti di solidarietà, quale è la donazione del sangue, e diffondere il senso civico della disponibilità di sangue che è un patrimonio collettivo di solidarietà da cui ognuno di noi può attingere nei momenti di necessità. Un gesto importante di sensibilizzazione  specie in un periodo di “separazione” come questo segnato dal Covid19, dove  la comunità cirotana ha risposto, con sensibilità ed altruismo, un gesto   da cui ognuno di noi può attingere nei momenti di necessità. Ad ogni donatore di sangue sono state eseguite le analisi previste dalla legge 219/05, a tutela della salute, e verrà richiamato per ulteriori controlli se qualche esame dovesse risultare patologico. Per non creare assembramenti ciascuno ha avuto un turno da rispettare, muniti da mascherina guanti e distanziamento fra uno e l'altro, inoltre ad ognuno è stato  misurato la temperatura. Dopo la donazione, ai donatori, il gruppo Avis “Damiano Russo” di Cirò”, ha offerto loro la colazione. E’ stato un successo di partecipazione  e di sensibilità  visto che al generoso appuntamento si sono presentati tutti  giovani  che hanno donato per la prima volta, e questo è sicuramente un segnale di solidarietà ed altruismo di cui la comunità, sempre generosa ed ospitale, ne va fiera.

domenica 2 agosto 2020

Cirò- Il FAI ( Fondo Ambiente Italiano) potrebbe inserire il castello di Cirò nel progetto : I luoghi del cuore, “Nel mese di ottobre 2020"


Cirò- Il FAI  ( Fondo Ambiente Italiano) potrebbe inserire il castello di Cirò nel progetto : I luoghi del cuore.  “Nel mese di ottobre 2020, scrive in una nota il primo cittadino Francesco Paletta-  stiamo programmando insieme al FAI ( Fondo Ambiente Italiano) le giornate dedicate al paesaggio, alla cultura, alla storia ed ai monumenti storici. Nell'ambito di questa iniziativa, sotto l'alto patrocinio del Presidente della Repubblica e sponsorizzato da Ministero beni culturali, vorremmo che tutti votaste con un click sul link:” I luoghi del cuore”,  votiamo dice Paletta per promuovere il nostro castello. Un grande maniero che la tradizione gli colloca ben 365 stanze una per ogni giorno dell’anno, il Castello, è posto nella parte alta del vecchio borgo di Cirò, presenta una vasta pianta trapezoidale con due torri angolari circolari scarpate e un bastione pentagonale merlato. La corte interna, circondata da magazzini e stalle, è accessibile da un androne con volta a botte ed è pavimentata con un disegno che rappresenta un fiore  a nove punte interne ed una esterna a otto punte al cui centro  passa una croce che divide il pavimento in quattro aree delimitando così dodici linee parallele , forse una meridiana, mentre i due fiori centrali potrebbero indicare una rosa dei venti. La costruzione del Castello risale ai secoli XIV-XVI: le torri tonde scarpate sono riferibili all'epoca angioina, il baluardo pentagonale, a quella aragonese. Mentre la torre che si trova a nord/ovest risale al periodo normanno del 1100. Sempre attribuito ai normanni in una stanza a sud/ovest si trova raffigurato una parete, dove i normanni descrivevano i loro viaggi in mare e dove hanno  trascritto anche l’alfabeto normanno. L'edificio ha visto, nel tempo, diversi interventi di restauro: nel 1712 circa come si può leggere ad una parete dove ci sono le maschere apotropaiche,  fu aggiunto un corpo a due livelli tra il bastione e il corpo ad est; nel 1842 fu acquistato dalla famiglia Giglio che consolidarono il lato ovest; ma anche la stanza dello scirocco come si evince da una data ed una firma impressa nella tonaca impermeabile. Nel 1923 furono rifatti gli interni. Trasformato in palazzo, fu abitato fino alla metà degli anni ’50 , ospitando personaggi illustri quali Re Carlo III di Borbone. Le famiglie aristocratiche più illustri che ebbero il possesso del feudo di Ciro’ furono i Ruffo (1328 – 1465), i Carafa (1496 – 1526), gli Abenante (1543 – 1568) e infine gli Spinelli (1569 – 1806). Infine il  2 Agosto 1806 viene ricordata la liberazione di Cirò dal feudalesimo.

2 Agosto 1806 quando Cirò fu liberata dal dominio del feudalesimo.

Prigione del Castello

Cirò- Ricordare la libertà conquistata dal popolo cirotano e  dei Martiri  caduti, come quelli nella chiesa di Santa Domenica è un dovere verso le nuove generazioni: era il 2 Agosto 1806 quando Cirò fu liberata dal dominio  del feudalesimo e dai suoi despoti che l’avevano  massacrata e violentata per secoli sin dal lontano 1496 con l’avvento dei Carafa. Ricorre il  2 Agosto la liberazione di Cirò dal feudalesimo; Dopo secoli di oppressione Cirò tornava libera: era il 2 Agosto del 1806, una data che dovrebbe essere conosciuta da tutti i cirotani, quando finalmente il paese divenne libero da quel fardello del feudalesimo che schiacciò la popolazione per molti secoli. Cirò veniva liberata dal dominio feudale, e le tetre stanze dei prigionieri che si trovavano nel Castello, venivano aperte. Raccontano gli anziani  che i prigionieri ridotti in fin di vita dalla fame, per anni imprigionati nelle anguste  prigioni, come la torre senza fondo,  una volta liberi, hanno avuto la forza solo di uscire dal castello, e usciti fuori, molti caddero ormai esausti senza vita. Ogni anno dovrebbe sventolare il gonfalone e la bandiera dal balcone del municipio per ricordare la libertà conquistata dal popolo cirotano e per ricordare i tanti morti caduti sotto il feudalesimo, un periodo che a Cirò fu molto devastante, specie con la tirannia dei Carafa, che l’aveva sfruttata e maltrattata. Durante il ventennio di Galeotto Carafa, questo costringeva i cittadini, mille uomini al giorno, a lavorare per la costruzione del muro di cinta a solo pane duro e acqua . Altri despoti che maltrattarono Cirò fu la famiglia Abenante, ed i Tarsia. Solo con l’avvento della famiglia Spinelli Cirò ebbe una boccata d’ossigeno, ma la gioia più grande fu il 2 Agosto del 1806, quando cessò ogni dominio feudale. Ricordare la libertà conquistata dal popolo, è un dovere verso le nuove generazioni che troppo spesso dimenticano e a volte ignorano la propria storia, calpestando quella libertà per cui altri hanno dato la vita, come quelle coraggiose ragazze cirotane:” Annuccia, Brigida, Giovanna, Francesca, Dianora e Catarinella”- trucidate dopo aver tanto resistito all’invasione Turca, nel 1707 e scappate dalle grinfie dei Turchi si recarono nelle vicinanze della chiesa di Santa Domenica, vicino Ruvero-Favaro, per cercare riparo, in località Santa Domenica, quì vennero raggiunte e trucidate, poiché non vollero piegarsi alla volontà nemica. Si racconta che erano le donne più belle e coraggiose di tutta l’antica Ypskron.
 Erroneamente lo storico Pugliese aveva localizzato questa chiesa in zona Campanise, cosa alquanto inverosimile, primo perché quì non esistevano mulattiere visto che i conventi e le strutture religiose a quel tempo,  erano presenti solo lungo le varie mulattiere principali,  come quella per Umbriatico importante sede vescovile, passante appunto per la zona di Santa Domenica, area che ancora oggi esiste sul foglio di mappa di Cirò, dove è ancora presente un rudere che potrebbe essere associato all’antica chiesa di Santa Domenica, oggi trasformata in abitazione privata di campagna, dove tutto intorno sono presenti evidenti tracce dell’antica chiesa-convento, ci sono mura perimetrali, raccolta per le acque piovane, mattoni sottili classici del medioevo, un’area insomma dove si respira presenza di santità, di purezza, di coraggio, un posto magico e suggestivo. Purtroppo molte volte la storia fluisce senza essere ascoltata, facendo così “seccare” le antiche radici di un popolo. Sarebbe perciò opportuno che  per ricordare la forza, il coraggio ed il loro alto valore di appartenenza al popolo cirotano per come hanno combattuto con le sole armi bianche prima di essere trucidate, si dovrebbe intitolare tale area in nome delle “Martire di Santa Domenica” . 

Cirò- Il professore Egidio Mezzi, Cavaliere della Repubblica si è spento all’età di 81 anni, primo storico di Cirò. I funerali, si sono svolti oggi 2 giugno.



Cirò- Il professore Egidio Mezzi, Cavaliere della Repubblica si è spento all’età di  81 anni, primo storico di Cirò. I funerali, si sono  svolti oggi 2 giugno,
presso la chiesa del Cimitero di Cirò, la salma proveniente da Rende (CS) ad attenderlo parenti e amici di una vita. Molto conosciuto e rispettato in paese per la sua grande cultura e per i suoi numerosi libri che ha lasciato. Non poteva andarsene in un giorno migliore oggi 2 agosto Cirò ricorda la liberazione del suo popolo dal feudalesimo(2 agosto- 1802), e lui che ha fatto della storia locale il suo narrare  quotidiano, non poteva certo passare inosservato. Un  ricco curriculum  culturale lo ha sempre contraddistinto:” Insegnante di lettere fino al ’94 nella scuola media di Cirò, in cui è nato nel 1938, direttore, in passato della biblioteca comunale e collaboratore nella rivista “Calabria letteraria”. Per 40 anni, è andato alla ricerca e reso pubblici atti e documenti dimenticati in cassetti di vecchi archivi privati impolverati ed inaccessibili; con i suoi tanti libri ha contribuito a ricostruire l’esatta cronologia degli eventi ed attestare la straordinaria ricchezza del patrimonio storico culturale di Cirò e dei suoi tanti ed illustri personaggi. Primo tra tutti Luigi Lilio, autore della riforma del calendario del 1582. Lo storico per eccellenza Egidio Mezzi ha svolto un encomiabile azione di recupero documentale che ha costituito il substrato scientifico di diverse sue pubblicazioni: Fragalà (1988); Cirò, guida storica artistica e monumentale (1989); Cirò, Proverbi e canti popolari (1991); Cirò dotta, figli illustri di Cirò e Cirò Marina (1992); Il santuario di Cirò Marina nella leggenda e nella storia (1993); Cirò frammenti di storia (1994); Cirò nel Novecento (1997); Cirò, famiglie subalterne e casati dominanti dal XVI al XVIII secolo (2005). Nominato cavaliere della Repubblica, un giusto riconoscimento per la sua certosina ricerca storica su Cirò gli è stata tributata una decina di anni fa, con la decisione del consiglio direttivo della Deputazione di Storia patria della Calabria di accoglierlo tra i suoi soci”. Con lui se ne va una fetta della cultura cirotana, a lui andrebbe dedicata una strada come storico e letterato di Cirò.



venerdì 31 luglio 2020

Cirò- Il castello di Cirò apre ai turisti dalle ore 18.00 alle ore 22.00 grazie ai volontari della Pro-Loco.

Atrio con doppia data
Cirò- Il castello di Cirò apre ai turisti dalle ore 18.00 alle ore 22.00 grazie ai volontari della Pro-Loco, che fanno da cicerone  lungo un itinerario protetto, voluto dal sovrintendente Lopretone, lungo il quale si può visitare lo straordinario atrio dove vi è custodito  un disegno geometrico ornamentale, forse una meridiana o una rosa dei venti, che merita essere visitata. Da qui a poco il maniero sarà restaurato, grazie ai due milioni di euro perla tutela e la valorizzazione del castello di Cirò, finanziamento inserito  tra i progetti strategici nel settore dei beni culturali, in Calabria, così come hanno stabilito, di concerto  Regione e il Ministero ai Beni Culturali, lo scorso 21 marzo. Tale  somma si aggiunge,   ai primi 2 milioni assegnati dal Mibac, nel gennaio 2018, per il recupero e il restauro del maniero, riconosciuto monumento nazionale già nel 1983.  Un altro tassello importante per il recupero dell'antico castello, questo ulteriore contributo verrà utilizzato per portare avanti il progetto dell'Enoteca regionale, ha detto il primo cittadino Francesco Paletta-  . I primi due milioni del Mibact la cui progettazione si trova alla sua di Crotone per la gara, prosegue Paletta- sono indirizzati invece per la cittadella della scienza dedicata a Luigi  Lilio con planetario, sale convegni  ed un bad and breakfast. Dopo tanti anni –dichiara il sindaco- stiamo vedendo la luce per la valorizzazione del castello che per troppi anni è rimasto nell'oblio. Un antico maniero ricco di storia  cultura , tradizioni e ma anche storie di  fantasmi, c’è chi racconta di strane presenze legate alla figura di un giullare che si intravede nei piani superiori dell’ala ovest, ed una dama la cui presenza  si avverte nell’atrio proprio dove i turchi uccisero la sorella del vescovo di Umbriatico: Albinia una nobil donna del 500. Lungo il percorso  si può ammirare  una bellissima mostra collettiva di quadri  di eccellenti autori. Tra le cose  straordinarie da visitare la grotta blu, un riflesso tra cielo e mare attraverso una finestra che si apre in una grotta sotto la stanza del Principe Carafa, forse una via di fuga in caso di pericolo. Molto interesse suscita anche la cisterna della raccolta delle acque piovane dove la temperatura  si ferma sui 13 gradi. Ai lati dell’ala sud/est del maniero si possono ammirare le maschere Apotropaiche  rivolte verso la Magna Grecia che servivano per allontanare gli spiriti nella tradizione. La sera poi, si può ammirare la luna che sorge dal giardino della principessa e che si affaccia sul centro storico,  e sui paesini limitrofi illuminati. Proprio a lato del giardino esiste la torre di prigionia chiamata la torre senza fondo fatta da più piani, collegati solo all’ingresso da pochi gradini in pietra, il resto della scala doveva essere fatta  di corde per raggiungere le profondità. Ma l’attrattore principale resta  l’atrio dove uno studioso locale  ha rinvenuto sul lastricato una doppia data sul pavimento, in posizione Nord/Ovest,  finora scampato agli occhi di tutti,  e l’altra all’opposto,  in posizione Sud/Est. L’atrio custodisce un rompicapo, un disegno geometrico e di Gnomonica che rimette in discussioni tante teorie finora discusse. Si tratta della data 1564, se di data si tratta. Infatti i primi numeri potrebbero essere in realtà due lettere :la I. di Isabella  e la S.  di Spinelli, una delle discendenti della famiglia feudataria del castello. Infatti i primi due numeri all’interno dei quattro numeri rinvenuti, sono numeri romani, per questo potrebbe anche non essere una data.  Ecco perché  il rompicapo lastricato  potrebbe essere un semplice disegno ornamentale come  una semplice meridiana, o una rosa dei venti, tesi studiata dal  De Fine sin dal lontano  1997, quando da solo- ha detto-  “mi chiudevo nel castello per studiarlo, marcando tutti i segni presenti con polvere di calce facendo così emergere le due stelle concentriche una dentro l’altra e circoscritti da una circonferenza di un diametro di circa sei metri. Quella esterna e di 4 metri circa quella interna. E’ stato possibile così ricostruire- ha detto lo studioso De Fine-  anche la parte esterna in posizione sud/est, che mancava totalmente distrutta durante lavori negli anni 70, quando era occupata dalla scuola. Successivamente con l’ausilio di sofisticati apparecchi in collaborazione con l’ingegnere Paletta, siamo  riusciti a dare una forma a quel disegno tanto astratto. Era emerso una particolarità della stella esterna è che, dividendola a metà era ribaltabile su se stessa da est verso ovest, inoltre le due coordinate formanti una croce, non erano perpendicolari, ma l’asse centrale era spostato di circa 9 gradi verso il nord catastale, studio questo realizzato nel 97 da De Fine e Paletta. Osservando la  geometria della stella e le sue punte , questa da’ come un  senso di movimento, come se indicasse un flusso di correnti di vento, che si spostano all’interno dell’atrio, lungo la parete nord, spinto dal vento più forte, la tramontana. Perciò, per l’ubicazione particolare e per la presenza di ingressi ubicati in punti fortemente strategici, corrispondenti alle entrate nell’atrio dei venti Meridionali, Levante, Scirocco,  a Sud;  Tramontana e Maestrale, a Nord; Ponente e Libeccio a ovest; si crea all’interno dell’atrio, spesse volte un vortice spettacolare che :”mi ha fatto pensare, afferma De Fine,  ad una Rosa dei Venti”. La seconda teoria messa a punto sempre da De Fine, sono le dodici linee ubicate sulla pavimentazione distanti una dall’altra circa un metro. Dentro queste linee, l’ombra  ad ogni ora avanza , la mattina da Est  ad Ovest, ed il pomeriggio il cammino dell’ombra è al contrario. Quello che è strano, che a mezzogiorno ora solare, l’ombra passa esattamente dal centro della stella, un pò spostata dai piani superiore costruiti successivamente che in alcuni punti disturba l’ombra, mentre alle ore 13 circa i raggi del sole, attraverso una finestrella, raggiungono le profondità della camera dello scirocco, posta ad una profondità di circa otto metri, dove la temperatura sia d’estate che d’inverno è costante sui tredici gradi. Per quanto riguarda invece la simbologia che si trovano lungo i due assi principali della croce,  a ovest si trova, una doppia freccia che va nei due sensi, ed   indica il cammino dell’ombra, mentre a Est la simbologia delle due frecce,  indicano il ritorno dell’ombra verso ovest nel pomeriggio. Ad est alla sera poi sorge la luna, sullo stesso asse incontra il sole ad ovest dove tramonta. La nascita e la morte del sole e della luna è rappresentata invece da un cerchio con dentro altri due cerchi che si allineano in un solo punto cioè alla sera, quando è possibile vedere entrambi i nastri, uno a Ovest e l’altro a Est, è uno spettacolo, ecco perché potrebbe essere una semplice meridiana. Mentre, quando è luna piena a mezzanotte l’ombra luminosa giace nell’atrio del castello, come un fantasma luminoso, forse il giullare che si prende gioco di noi.


Cirò- In vista della prossima vendemmia le strade interpoderali versano in grave stato di abbandono, il sindaco chiede la compartecipazione agli agricoltori.

Cirò- In vista della prossima vendemmia le strade interpoderali versano in grave stato di abbandono  tanto che in alcune zone  in cui sorgono i vigneti Doc , con nessun mezzo  è possibile raggiungerli. A tal proposito e per ovviare ad una situazione così deplorevole e soprattutto in mancanza di finanziamenti sia provinciali che regionali, il sindaco Francesco Paletta chiede la compartecipazione economica dei viticultori  attraverso un avviso rivolto a tutti anche agli agricoltori del territorio. Si tratta di  compartecipare alle spese insieme al comune per assicurarsi almeno per ora la prossima vendemmia e raccolta delle olive. “Tenuto conto della grave situazione in cui versano le strade interpoderali del comprensorio, scrive sull’avviso il sindaco-  invito tutti a manifestare interesse ad effettuare una raccolta fondi, per ogni strada ben specificata, per venire incontro alla soluzione dell'annoso problema che quotidianamente si deve affrontare”. Basterebbero anche solo 10/ 15 euro ciascuno dei proprietari- prosegue il primo cittadino-  con l'indicazione di un referente per ogni strada (con l'impegno di fare la raccolta) per procedere alla sistemazione di alcuni tratti ormai impraticabili. Intanto fa sapere Paletta che l'amministrazione comunale ha impegnato già una somma (circa sei mila euro) per mettere al minimo in sicurezza la strada provinciale 10, che da Cirò porta al Vallo, dove c’è una vasta area a vocazione agricola prettamente  di vigneti doc. Intanto l’amministrazione prosegue ancora il sindaco- metterebbe a disposizione gli uffici comunali ( tecnici) per meglio coordinare le operazioni. Ovviamente il Comune si farà carico di mettere un'altra piccola somma per venire incontro alle spese per quelle stradelle in cui si riuscirà a raccogliere in parte i fondi necessari. Infine il sindaco Paletta  invita gli agricoltori a far pervenire adesione nel più breve tempo possibile ed anche per le vie brevi per programmare la sistemazione prima dell'arrivo della vendemmia e soprattutto delle piogge. Anche se una colletta è solo una goccia di ciò che servirebbe per  ripristinarle tutte,  in un periodo  di stasi economica come quella che stiamo   vivendo, sarà difficile ottenere grandi risposte.


Cirò- Alla Pro-Loco di Ciro' l’affidamento di progetti di gestione di centri estivi 2020 ed attivita' ludico-ricreative ed educative per bambini/e ed adolescenti dell'età compresa tra 3 e 14 anni, che partirà il prossimo tre agosto.

Centro estivo 2019
Cirò- Alla Pro-Loco di Ciro' l’affidamento di progetti di gestione di centri estivi 2020 ed attivita' ludico-ricreative ed educative per bambini/e ed adolescenti dell'età compresa tra 3 e 14 anni, che partirà il prossimo tre agosto. La candidatura  per la gestione di questo progetto, era stata presentata dalla "Associazione Pro Loco Luigi Lilio" lo scorso 21 luglio, associazione  in possesso dei requisiti di partecipazione previsti, i quali  utilizzeranno la propria organizzazione per la realizzazione dell'intera attività sia sul piano progettuale che amministrativo e organizzativo senza alcun onere o responsabilità alcuna in capo al comune di Cirò. A  comunicarlo il sindaco Francesco Paletta il quale precisa che, visto l'ordinanza della Regione Calabria, recanti le misure per il contenimento dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 si provvedesse alla definizione e pubblicazione di un avviso pubblico in materia di progetti organizzativi per la gestione dei centri estivi ed attività ludico-ricreative ed educative organizzate con la presenza di operatori addetti alla loro conduzione, nonché ripartire contributi statali destinati a soggetti promotori di tali attività rivolte ai bambini e ragazzi da 3 a 14 anni nell'estate 2020,  nel contesto di parchi e giardini o luoghi similari (fattorie didattiche, ecc.) previsti dall 'Allegato 8 del DPCM del 17/05/2020. Il progetto scrive il sindaco --  dovrà tenere conto di precise indicazioni: il calendario di apertura e l'orario quotidiano di funzionamento, con distinzione dei tempi di effettiva apertura all'utenza e di quelli - precedenti e successivi - previsti per la predisposizione quotidiana del servizio e per il suo riordino dopo la conclusione delle attività programmate; Il numero e l'età dei bambini ed adolescenti accolti, nel rispetto di un rapporto con lo spazio disponibile tale da garantire il prescritto distanziamento fisico;  gli ambienti e gli spazi utilizzati e la loro organizzazione funzionale, mediante l'utilizzo di una piantina nella quale i diversi ambiti funzionali - ad esempio, gli accessi, le aree gioco, le aree servizio, ecc. - siano rappresentati in modo chiaro e tale da costituire la base di riferimento per regolare i flussi e gli spostamenti previsti, nonché per verificarne preliminarmente la corrispondenza ai richiesti requisiti di sicurezza, igiene e sanità, distanziamento fisico; I tempi di svolgimento delle attività ed il loro programma giornaliero di massima, mediante un prospetto che espliciti con chiarezza le diverse situazioni e le attività che si svolgono dall'inizio al termine della frequenza; ed individuando altresì i momenti in cui è previsto di realizzare routine di lavaggio delle mani e di igienizzazione degli spazi e dei materiali; L'elenco del personale impiegato (nel rispetto del prescritto rapporto numerico minimo con il numero di bambini ed adolescenti accolti), ivi compresa la previsione di una figura di coordinamento educativo e organizzativo del gruppo degli operatori; Le specifiche modalità previste nel caso di accoglienza di bambini ed adolescenti con disabilità; Le specifiche modalità previste per l'eventuale utilizzo di mezzi per il trasporto dei bambini ed adolescenti, con particolare riguardo alle modalità con cui verrà garantita l'accompagnamento a bordo da parte di una figura adulta, nonché il prescritto distanziamento fisico; Le modalità previste per la verifica della condizione di salute del personale impiegato; L'elenco dei bambini ed adolescenti accolti e le modalità previste per la verifica della loro condizione di salute; Il rispetto delle prescrizioni igieniche inerenti alla manutenzione ordinaria dello spazio; Le previste modalità di verifica quotidiana delle condizioni di salute delle persone che accedono all 'area e del regolare utilizzo delle mascherine, e delle fasi eventualmente inerente alla preparazione e consumo di pasti. Dunque un centro estivi 2020 in tutta sicurezza che, grazie alla Pro-Loco, bambini e adolescenti, potranno riappropriarsi dei loro spazi e dei loro giochi.


martedì 28 luglio 2020

Cirò- L’area pic-nic e fontana denominata “Caraconza” tra Cirò e Umbriatico ma in territorio di quest’ultima, si trova devastata da rifiuti nauseabondi, è impossibile fermarsi nè per un pic-nic nè per attingere alla fresca acqua

Area pic-nic e fontana Caraconza

Cirò- L’area pic-nic e fontana  denominata “Caraconza” tra Cirò e Umbriatico ma in territorio di quest’ultima,  si trova devastata da rifiuti  nauseabondi, è impossibile fermarsi nè per un pic-nic nè per attingere alla fresca acqua che vi giunge direttamente dalla condotta principale proveniente dalla Sila. Si tratta di “inquinamento odorigeno” dovuto probabilmente alla presenza di pesci o residui di questi, buttati con frequenza da qualche sprovveduto ed incivile  sotto la fontana, i quali rifiuti  vanno direttamente nelle chiare acque del ruscello del  sottostante Lipuda. L’area puzza tutto l’anno, questo fa pensare che è un’abitudine frequente di lavare  e buttare  residui di pesci e similari  in questo posto incantevole deturpato come al solito dalla mano dell’uomo. 
Rifiuti puzzolenti sotto la fontana e sul ciglio del Lipuda che la rendono inavvicinabile
La fontana e l’area pic-nic va bonificata compreso l’area del ciglio del Lipuda interessato in questa area, e  restituita ai cittadini di tutto il bacino che ne usufruisce da sempre, che hanno tutto il diritto di fermarsi per fare un pic-nic o quando alla sera  abitualmente vi si recano per  fare scorta di acqua fresca. Oggi è impensabile fermarsi  per la presenza di questo odore sgradevole e nauseabondo proveniente dai rifiuti sotto la vasca principale della fontana. Non si capisce perché per colpa di qualcuno, l’area deve essere non fruibile, in ogni paese c’è un’area pic-nic e fontana dove, passanti, cittadini e i turisti, possono fermarsi per una pausa; la Sila ne è piena, mentre  qui che, abbiamo un gioiello alla portata di tutti, deve essere deturpata, ma la cosa più strana è che  nessuno interviene. In passato la fontana era stata  chiusa dalla Regione, abbandonata nel 2006, era stato più volte segnalato il suo stato di abbandono e di degrado, ma successivamente  era ritornata con un nuovo look rigogliosa più di prima, come appare ora la struttura, era diventato un importante sito tra Umbriatico Carfizzi e Cirò. L’antico abbeveratoio di “Caraconza” , è una delle fontane più ricercate da tutto il comprensorio per la freschezza della sua acqua potabile proveniente dagli sfiati della linea di Umbriatico che porta l’acqua potabile anche a Cirò. Oggi rappresenta un punto di incontro di tutta la gente di Umbriatico, Cirò, Cirò Marina, Carfizzi, San Nicola  e paesini limitrofi, dove l’acqua è sempre presente e fresca. In passato aveva subito anche atti di vandalismo da parte di ignoti a cui probabilmente dava fastidio l’approvvigionarsi del prezioso fluido, che armati di martello, o di altro oggetto contundente , ne rompevano il rubinetto e il tubo da cui scorreva l’acqua che si disperdeva nel ruscello sottostante, ed in conseguenza dell’ennesimo atto vandalico, la fontana era stata chiusa dalla Regione nel 2006. Ma la gente comune e civile aveva fatto sentire la sua voce, rivolevano la loro fontana, un’amica di sempre, a cui si affidava in caso di siccità, ma anche molti contadini specie di Umbriatico e di Cirò, che al ritorno dai campi, vi si  sostavano per dissetarsi. E così che grazie alla Regione ed al sindaco dell’epoca Pasquale Abenante nel 2013, la fontana veniva ripristinata. Oggi appare invece sporca, devastata e abbandonata. L’acqua è un bene prezioso e va rispettata, perciò non bisogna  arrecare danni alle fontane ma vanno tutelate. Si spera che il  sindaco di Umbriatico Pietro Greco, molto sensibile a queste problematiche,  intervenga per bonificare l’area in  questione, che  prima della mano dell’uomo, era una piccola zona paesaggistica incontaminata.

lunedì 27 luglio 2020

Cirò- Una delle antiche sorgenti di Cirò: la fontana dei Canali, aspetta una pulizia straordinaria delle sue vasche e condotti sotterranei.

Fontana sporca
Cirò- Una delle antiche sorgenti di Cirò: la fontana dei Canali, aspetta una pulizia straordinaria delle sue vasche, contaminate oggi da rifiuti lasciati da chi usa le sue acque  a volte anche in modo improprio, come lavare le auto, nonostante fosse proibito. Anche i canali sotterranei che partono da Sant’Elia andrebbero ripuliti per garantire al prezioso liquido di essere privo di  impurità. Era ritornata ad essere riqualificata  fruibile e decorosa dopo il suo ultimo restauro grazie ad un  intervento di riqualificazione e pulizia. Sarebbe opportuno che i cittadini, una volta riportata al suo splendore,  collaborassero a mantenerla pulita, a non buttare detersivi e oggetti nella vasca e tenere pulita l’intera area. La fontana de “Canali” scriveva Giovan Francesco Pugliese nella sua” Descrizione e istorica Narrazione  di Cirò del 1849, “è più che sufficiente  alla popolazione, ha ben cinque canali che provengono dal serbatoio  principale detto botte, ma richiederebbe una cura maggiore,  ed il serbatoio dovrebbe, essere ingrandito. 

Canali sotterranei
Diverse sono le vene dalle quali vi si raccoglie, ma ve ne sono impure, e cariche di tufo, causa delle arene e dei calcoli che affliggono più di uno. In alto si trova  scolpito in pietra  lo stemma  antico di Cirò, purtroppo oggi trafugata”. La fontana dei  Canali è una vera ricchezza per Cirò, rappresenta l’unica fonte, da dove l’acqua non è mai mancata, specie d’estate, quando scorre fresca e abbondante le cui acque arrivano fino al mare rappresentando una salvezza per molta flora e fauna selvatica da cui prendono sostentamento. Dovrebbe essere recuperata anche l’acqua che ogni giorno si perde che potrebbe essere sfruttata per tanti altri usi, da quello civile a quello per l’irrigazione,

Fontana prima del restauro
 visto che la scarsità di pioggia sta mettendo in ginocchio la nostra agricoltura, mentre qui tutti i giorni, quintali di acqua si perde nel nulla, e quindi sarebbe un’utilità per gli agricoltori poterla raccogliere in grosse vasche per poi essere  utilizzata in caso di siccità. Una  fontana , preziosa anche ai Greci, oggi è completamente abbandonata, le sue fontanelle sporche, con l’abbeveratoio pieno di detriti ed i canali principali otturati, infatti la vasca principale riceve l’acqua da un canale laterale anziché da quello centrale che andrebbe ripulito.



Fontana dopo il restauro


Cirò- Donate sei litografie del maestro pittore e scultore Elio Malena al Museo di Cirò da parte del proprietario delle litografie Quintino Farsetta.

Una delle litografie

Cirò- Il museo di Cirò si arricchisce di sei litografie  del maestro pittore e scultore Elio Malena  donate dal proprietario delle litografie Quintino Farsetta. Le litografie rappresentano raffigurazioni  di vita e luoghi di Cirò. A chiedere le preziose litografie la vice sindaco Giovanna Stasi a cui Farsetta aderendo alla sua richiesta ha scritto in una nota che-“ il museo e’ la sede più idonea per l’utilizzo e la loro conservazione, orgoglioso di essere cirotano, anche se della Marina, trapiantato al nord  a Tradade (Varese), dove vivo” . Il sindaco e tutta l’amministrazione ringraziano il signor Farsetta per il nobile gesto che andrà ad arricchire  la cultura presente nel palazzo dei musei. Anche la vice sindaco Giovanna Stasi nel ringraziare il dottore Farsetta ha detto che è stato un gesto di sensibilità dimostrata nei confronti della cultura  e dell’antico borgo medievale. Tra le litografie vi sono raffiguranti  la vita dei contadini,  ma anche uno spaccato della vita cittadina, dei vicoli dell’antico borgo come san Nicodemo,  la valle, ma anche il mare, le tradizioni che l’artista è riuscito a catturare come gemme fiorite e mai appassite.

sabato 18 luglio 2020

Cirò- Il sindaco Francesco Paletta ha emanato ordinanza sindacale a tutela pubblica incolumita'. lavori di somma urgenza sulla strada provinciale n. 10(strada Campanise-Vallo).

Cirò- Il sindaco Francesco Paletta ha emanato ordinanza sindacale a tutela pubblica incolumita'. lavori di somma urgenza sulla strada provinciale n. 10(strada Campanise-Vallo). Si legge sull’ordinanza che  a seguito delle forti piogge del mese di maggio 2020 e inizio giugno 2020, si è aggravato la situazione di dissesto idrogeologico della strada denominata Campanise con inizio dall'abitato ( via D. Alighieri) per circa km. 2 che porta alle aziende agricole olivicole e vitivinicole di Cirò;  che la viabilità in quel tratto è precaria, da molti anni ed il Comune ha varie volte sollecitato la Provincia di Crotone a fare interventi almeno per il ripristino parziale del manto stradale, considerato che molti veicoli non riescono ad attraversarla vista la presenza di notevoli buche con il manto bituminoso rialzato in più punti;  dopo sollecitazioni il giorno 12 giugno 2020, è stato effettuato sopralluogo da personale dell'ufficio tecnico comunale, durante il quale è stato constatato della situazione in cui versa la strada in questione ed ha preventivato un piccolo intervento per garantire almeno la viabilità ai tanti proprietari delle aziende agricole che quotidianamente la devono attraversare con ogni mezzo (normale ed agricolo). E che con nota prot. n. 3001 del 12.06.2020; • con nota n. 3068 del 17.06.2020 da parte del sindaco, veniva inviata richiesta alla Provincia di Crotone - settore viabilità- per la sistemazione della strada in questione oppure per la concessione del nulla osta all'esecuzione dei lavori di che trattasi. Inoltre prosegue la nota-  in data 26.06.2020 prot. n. 3283 la Polizia Municipale locale faceva relazione descrittiva dello stato di dissesto della strada provinciale n. 10 nel punto anche del centro abitato evidenziando situazioni in cui in alcuni punti il transito risulta molto difficoltoso;  che vi sono altresì tratti in cui il cedimento di una parte di una curva necessita l'apposizione di adeguati predisposizioni di transennamento o elementi protettivi di segnalazione/protezione per la sicurezza al transito. La causa del cedimento è stata individuata principalmente nell'erosione e dilavamento del terreno prodotta dalle acque piovane che scorrono lungo la strada erodendone il ciglio e che,  in occasione delle recenti ed abbondanti piogge, ha aggravato la situazione e potrebbe mettere a rischio l'incolumità dei cittadini che si trovano a transitare. Considerato tiene a precisare il sindaco- che la situazione, malgrado gli avvisi al settore della Provincia di Crotone rimasti inevasi, potrebbe peggiorare nei prossimi giorni e soprattutto tanti utilizzatori hanno fatto danni ai propri mezzi con continue lamentele da parte di tutta la popolazione, che i lavori di cui sopra, preventivati dall'UTC, ammontano ad €. 6.539,00 (Iva Compresa), e rivestono carattere di urgenza in quanto un ulteriore aggravamento della situazione in essere comporterebbe l'interruzione della strada in questione e la conseguente non accessibiltà delle abitazioni situate a monte e l'accesso ai terreni coltivati che altrimenti i coltivatori dovrebbero effettuare una strada alternativa ( S.P.9) con un percorso di oltre lO km in più. Pertanto il primo cittadino, ha disposto l'esecuzione dei lavori occorrenti a spese degli interessati, ad attuare gli interventi necessari alla messa in sicurezza della strada provinciale nel tratto tra l'abitato ( Via D. Alighieri) fino alle proprietà De Renzo e Siciliani e di provvedere al successivo recupero delle somme anticipate nei confronti dell'Ente Provincia di Crotone.