domenica 2 dicembre 2012

Cirò- Consiglio comunale senza opposizione delibera con la sola maggioranza, la seconda variazione al bilancio 2012 e l’assestamento di bilancio


Cirò- Consiglio comunale senza opposizione delibera con la sola maggioranza, la seconda variazione al bilancio 2012 e l’assestamento di bilancio dopo la relazione del responsabile dell’ufficio finanziario Natalino Figoli. ” Una variazione necessaria-ha detto l’esperto Figoli per registrare un aumento  nelle entrate di 207.886,83 euro,  di cui180 mila   riguardano la concessione del mutuo da parte della CC. DD. PP. per il completamento della ricostruzione del Piazzale Mavilia; mentre- prosegue Figoli-  27 mila euro sono i fondi destinati a borse di studio che lo Stato ha preferito far veicolare nei bilanci dei comuni e non della Regione”.  Inoltre il responsabile dell’ufficio finanziario ha voluto precisare che:”Nella diminuzione delle entrate sono state ascritti 42.851,57 euro in meno di trasferimenti statali che, in sede di assestamento di bilancio, hanno comportato la riduzione di diversi capitoli di spesa - dagli stipendi, agli acquisti dei beni intaccando il fondo di riserva, e gli oneri di gestione”.  “Su appena 200 mila euro di trasferimenti dallo stato precisa invece il primo cittadino Mari Caruso- per una piccola realtà come la nostra , la decurtazione di circa 40 mila euro, è un duro colpo che giustifica ulteriormente la protesta dei Sindaci dell’Anci i quali si sono dichiarati pronti a presentare le dimissioni se non saranno rivisti i tagli agli enti locali operati in maniera indiscriminata dalla Spending review”. Sempre il sindaco nel suo intervento ha contestato  il ritardo della Regione nella erogazione delle royalty, che rischiano di mettere in dubbio gli stipendi a gennaio, il pagamento degli Lpu e i finanziamenti per la realizzazione delle opere pubbliche, e così- conclude Caruso- mentre  le imprese rivendicano i pagamenti, la Regione chiede ai Comuni di anticipare le spese”. Una situazione davvero delicata e nello stesso tempo sconcertante che interessa tutte le piccole comunità che hanno poche entrate e rischiano dunque il collasso; di questo lo Stato ne deve prendere atto, con tutte le conseguenze che ne derivano specie in questi territori a rischio e  dove ogni giorno la disoccupazione aumenta.