mercoledì 28 dicembre 2011

Il prefetto Vincenzo Panico riceve i liceali dell’Ilio Adorisio di Cirò


Il prefetto Vincenzo Panico riceve i liceali dell’Ilio Adorisio di Cirò a conclusione del progetto “Elisir di lunga vita”- Una nota di Anna Esposito.Il dr. Vincenzo Panico, prefetto di Crotone, nelle pieghe di una grande mole di incombenze che giornalmente disimpegna nel suo ruolo di rappresentanza generale del Governo,  è riuscito a ritagliare uno spazio ai liceali dell’Ilio Adorisio di Cirò, di cui serba una eccellente memoria soprattutto per la importante iniziativa realizzata dagli stessi sulla Educazione alla legalità.  Il Prefetto alla delegazione del Liceo Scientifico cirotano - guidata dal Dirigente scolastico prof. Gabriele Vincenzo e composta, oltre che dalla poliedrica e dinamica docente di filosofia prof. Mena Caruso, dagli studenti Chiara Palmieri, Mancuso e  Aromolo – ha conclamato, in maniera solenne, la propria vicinanza istituzionale ed affettiva alle scuole di Cirò, che  perseguono la loro mission civico-sociale in maniera encomiabile, grazie soprattutto al team dei docenti  e alle Autorità e Istituzioni del comprensorio. Il  Dirigente scolastico, rappresentante legale del Liceo e “portavoce” del progetto “Elisir di lunga vita”, nel porgere al prefetto gli auguri di buon Natale e un anno nuovo foriero di solo bene, ha illustrato gli obiettivi raggiunti dagli studenti nello svolgimento del  Progetto  “Area a rischio”, finanziato ai sensi dell’art. 9 CCNL Comparto Scuola 2002 – 2005 e finalizzato a ridurre la marginalità sociale attraverso la valorizzazione delle risorse umane. L'attenta analisi dei processi e delle trasformazioni culturali del territorio, svolta in maniera “competente” dal Collegio dei Docenti, che ha trovato egregia sintesi nella elaborazione progettuale della docente Mena Caruso “ha messo in evidenza la carenza nel territorio di occasioni di aggregazione sociale, di crescita culturale e di esperienza di comunicazione globale; la dispersione del potenziale cognitivo per quegli alunni che escono dalla scuola con un bagaglio di conoscenze, in termini di abilità e competenze, inferiori agli standard previsti; i grandi cambiamenti, ma anche i notevoli problemi che investono il mondo della scuola in quanto agenzia culturale sul territorio”. Le complesse problematiche di disagio sociale della città e del comprensorio hanno indotto il team dei docenti impegnati nel Progetto, che giova ricordarlo sono Mena Caruso, Pina Corso, Rosa Rita Vizza,Michele De Luca, Sergio Marino, ad impegnarsi nella prevenzione della dispersione scolastica, sia sul piano del recupero strumentale degli studenti,  sia su quello relazionale, suscitando negli studenti  un interesse diverso, che educa alla imprenditorialità. Bene dice Carmela Gangale, che pur se amministrativa compiutamente conosce le problematiche del disagio sociale e di quello giovanile in particolare :”Il progetto nella sua mission iniziale e pure nel  suo risultato finale ha realizzato percorsi educativo-didattici e formativi,  che hanno offerto non solo opportunità di apprendimento interdisciplinare agli studenti coinvolti ma hanno stimolato ed “educato” negli stessi una possibile capacità imprenditoriale. Valorizzare la cultura e  i prodotti del territorio sicuramente offre occasione di impresa. Il finocchio selvatico, il cidrus, la liquirizia e così via, oggi prodotti dai nostri studenti ed esposti al pubblico dei genitori, sono l’esempio vivente di un modello che su scala più grande è impresa e quindi lavoro e quindi sviluppo”. La produzione dei liquori e l’esposizione degli stessi – dice il dirigente scolastico Gabriele Vincenzo a conclusione del progetto lungimirante sapientemente “costruito” da Mena Caruso - vuole essere un avvicinamento e uno stimolo di educazione all’imprenditorialità ovvero a un’attività didattica finalizzata all’assimilazione, da parte degli allievi, di contenuti e comportamenti tipici del mondo delle imprese, in particolare del ruolo svolto dagli imprenditori nelle attività produttive.