domenica 28 febbraio 2016

Cirò- Il Comune di Cirò, che a dicembre ha assunto la gestione diretta del servizio idrico, ha aderito all’Autorità idrica della Calabria, la AiC



Cirò- Il Comune di Cirò, che a dicembre ha assunto la gestione diretta del servizio idrico, ha aderito all’Autorità idrica della Calabria, la AiC, l’organismo unico regionale che andrà ad assumere le competenze dei cinque ambiti territoriali nei quali è finora  strutturata la gestione del servizio idrico. L’adesione è stata perfezionata nel consiglio comunale di giovedì. L’assemblea dopo il voto sull’adesione, ha detto si all’unanimità anche al il relativo disciplinare. L’assemblea ha accolto anche la proposta di adesione al Patto dei sindaci che ha come comune capofila il centro catanzarese di Cerva, che promette iniziative e progetti ecostenibili e di tutela ambientali per il risparmio energetico. Maggioranza e minoranza hanno vistato poi il  regolamento di polizia mortuaria e l’istituzione di tariffe e rimborsi per le operazioni cimiteriali. E di seguito il regolamento per l’uso per pascolo dei terreni comunali discussa dall’assessore Francesco De Fine.  In attesa che la Regione definisca quale sarà ente che gestirà il servizio idrico integrato a livello regionale, Cirò continuerà a gestire direttamente il servizio idrico dopo averlo rilevato, nei primi di dicembre, dalla Soakro che, sulla via del fallimento, era già da tempo totalmente inadempiente, al punto che il Comune di Cirò l’ha citata per 400 mila euro per la mancata gestione del depuratore. Inoltre il sindaco, fa sapere che la società di distribuzione ha imputato al Comune una spesa annua di 190 mila euro il che – ha affermato - costituisce una pretesa assurda in quanto verrebbe a costare due euro a metri cubi.  In futuro  dice il primo cittadino sarebbe meglio una autonomia idrica con  la possibilità di dissetare il paese con dei pozzi da aprire sul torrente S. Venere.  E ancora  dice il sindaco:”  400 mila euro di fondi regionali destinati a Cirò a coprire diversi interventi - tra cui il completamento del restauro del bastione cannone e le 4 porte -  sono trattenuti dalla Regione come “riscatto” per il mancato pagamento della fornitura idrica tra il 2002 e il 2005; periodo immediatamente successivo alla dichiarazione di dissesto dell’ente”.  Per superare l’impasse, Caruso ha ipotizzato la possibilità di ricorrere alle royalty per compensare il debito, regolarmente inserito tra i residui passivi. Sono questi i problemi che l’amministrazione dovrà  sciogliere prossimamente.